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Sentenza

Sentenza n. 1591/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202001808

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata o parziale esecuzione della sentenza del Tribunale di Palermo - Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto la durata minima trentaseimestrale del contratto e condannato il Comune al risarcimento delle somme corrispondenti a quelle dovute fino alla scadenza

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Palermo, deducendo che il Comune avesse adempiuto solo parzialmente. In particolare, ha lamentato il mancato pagamento dell’indennità di risultato prevista dall’art. 29 del CCNL 23 dicembre 1999, il pagamento incompleto degli interessi legali — calcolati fino al 20 febbraio 2021 e su una base capitale che non avrebbe incluso l’indennità di risultato e il TFR — nonché il mancato pagamento del trattamento di fine rapporto conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro. Nel corso del giudizio il Comune ha versato euro 102.775,50. Il processo era stato sospeso in ragione della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale dell’ente, sospensione venuta meno dopo l’approvazione del relativo piano.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che il pagamento effettuato dall’amministrazione avesse definito l’obbligazione derivante dal titolo azionato. Il giudice ha precisato che la sentenza del Tribunale del lavoro non aveva condannato il Comune al pagamento dello stipendio in senso proprio, ma al risarcimento del danno in misura equivalente alle somme che sarebbero state corrisposte fino alla scadenza minima del contratto. Pertanto, il titolo non comprendeva l’indennità di risultato né il TFR, e conseguentemente neppure gli interessi riferiti a tali voci. Le spese sono state poste a carico del Comune in base alla soccombenza virtuale e liquidate in euro 1.901,00, oltre IVA, CPA e accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza, nel quale il giudice verifica l’adempimento dell’obbligo derivante dal titolo esecutivo.

  • art. 29 CCNL 23.12.1999

    La disposizione è stata invocata dal ricorrente per sostenere il diritto all’indennità di risultato, ma il TAR ha ritenuto che tale voce non fosse compresa nel titolo giudiziale da eseguire.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l’ambito dell’obbligo dell’amministrazione è determinato esclusivamente dal contenuto del titolo esecutivo; non possono essere riconosciute somme o voci non comprese nella pronuncia da eseguire.
  • Quando il titolo giudiziale dispone il risarcimento in misura equivalente alle retribuzioni che sarebbero maturate fino alla scadenza del rapporto, tale condanna non equivale a una condanna al pagamento degli stipendi e non include automaticamente ulteriori componenti del trattamento economico, quali indennità di risultato e TFR.
  • Se, nelle more del giudizio di ottemperanza, l’amministrazione esegue integralmente l’obbligazione risultante dal titolo, il giudizio deve essere dichiarato improcedibile per cessata materia del contendere; le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereSopravvenuta carenza di interesse

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