Cassazione Penale, Ordinanza n. 25297/2025 del 09/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (giudice)
La controversia
La Corte d'appello di Bologna aveva riformato la decisione di primo grado solo quanto al trattamento sanzionatorio, confermando nel resto la declaratoria di colpevolezza per un reato in materia di stupefacenti. L'imputato proponeva ricorso per cassazione deducendo manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione sulla affermazione di responsabilità. La Suprema Corte ha però rilevato che le censure erano formulate in modo promiscuo, mescolando violazioni di legge processuale e sostanziale, e che, nella sostanza, miravano a ottenere una nuova valutazione delle risultanze istruttorie già esaminate in modo congruo e logico dal giudice di merito.
Norme richiamate
art. 73, comma 5, D.P.R. 309/90
È la fattispecie penale oggetto del giudizio di merito; la condanna era stata confermata sul punto, con riforma solo della pena.
Massime di principio
- È inammissibile il ricorso per cassazione che, sotto l'apparente deduzione di vizi di motivazione o di violazione di legge, si risolva in una richiesta di rivalutazione del merito e delle risultanze istruttorie.
- La censura sulla motivazione è inammissibile quando non individua in modo coerente e specifico un effettivo vizio logico-giuridico della sentenza impugnata, ma contesta solo la ricostruzione del fatto compiuta dal giudice di merito.
- Quando la motivazione del giudice di appello richiama in modo congruo e logico gli elementi probatori, la Cassazione non può sostituire una propria valutazione del compendio istruttorio a quella di merito.
Come è indicizzato
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