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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9575/2025 del 10/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625‑bis c.p.p. per presunti errori di fatto percettivi e omissioni nella lettura degli atti da parte della Corte di Cassazione. Si denunciava, in particolare: errata valutazione delle deposizioni di testi (Sartori Maria, Borrelli Pasquale, Giannetti Salvatore, Sartori Demetrio), omissione o errata valutazione delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia (Battaglia Vincenzo, Costabile Antonio, Esposito Claudio), mancata considerazione di una sentenza irrevocabile di assoluzione resa nei confronti di coimputati (Silenzio Francesco e Marigliano Antonio), contraddizioni sull'orario del passaggio delle moto e sul possesso di armi, e omissione di esame di specifici motivi del ricorso originario. In sostanza si chiedeva che venisse rilevato un errore percettivo decisivo nella motivazione della sentenza di legittimità.

La decisione

Il ricorso straordinario è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le doglianze del ricorrente consistono in una rivalutazione della prova e in censure di merito (valutazione di credibilità e ricostruzione fattuale) non sindacabili con il rimedio ex art. 625‑bis, che è riservato a errori materiali o di fatto incontrovertibili e privi di margini valutativi. La sentenza di Cassazione è stata così considerata non affetta da gli errori di fatto rilevanti ai fini del ricorso straordinario; inoltre il ricorrente è stato condannato alle spese e a una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 625‑bis cod. proc. pen.

    Il rimedio è applicabile solo per errore materiale o per errore di fatto evidente che abbia determinato, senza valutazioni discrezionali, una decisione incontrovertibilmente diversa; non è utilizzabile per sindacare valutazioni di merito o questioni di credibilità

  • art. 238‑bis cod. proc. pen.

    Riferita nella sentenza in relazione al valore di accertamenti intervenuti in altro processo: la Corte ha ricordato i limiti del vincolo tra decisioni di merito diverse e la libertà di giudizio, pur considerando i profili di rilevanza della sentenza irrevocabile richiamata

  • art. 195 cod. proc. pen.

    Citato in riferimento a dichiarazioni rese ex art. 195 (testimonianze di racconto) ma la Corte ha valutato complessivamente l'attendibilità e la congruenza delle dichiarazioni nel contesto probatorio

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Usato per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625‑bis è ammesso solo per errori materiali o di fatto incontrovertibili e privi di valutazione discrezionale; non per rinnovata valutazione della prova o della credibilità dei testimoni
  • Se si vuole impugnare decisioni di merito basate sulla valutazione delle prove, occorre utilizzare i rimedi ordinari nei termini e limiti previsti; la sede straordinaria non è idonea a riformare valutazioni giudiziarie
  • La mera discrepanza o contraddizione fra versioni non basta: bisogna dimostrare che l'errore percettivo abbia avuto efficacia causale necessaria sulla decisione (cioè che senza l'errore la decisione sarebbe stata incontrovertibilmente diversa)
  • L'invocazione di sentenze irrevocabili di altro procedimento richiede di spiegare concretamente il vincolo o la rilevanza giuridica rispetto al giudizio impugnato; la presenza di un'assoluzione in altro processo non impedisce automaticamente valutazioni diverse se le prove non sono identiche
  • Il ricorrente rischia condanna a spese e a sanzione pecuniaria per ricorsi manifestamente volti a una nuova valutazione delle prove anziché a far emergere un errore materiale o di fatto computabile ai sensi di legge

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