Cassazione Penale, Sentenza n. 19128/2025 del 22/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'assoluzione per il reato di evasione: si censura che il Tribunale di Cremona abbia escluso il dolo del reato per la mancanza del verbale di notifica dell'ordinanza applicativa della detenzione domiciliare (provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Milano del 26/06/2019). Il Procuratore generale deduce violazione di legge e vizio di motivazione ex art. 507 c.p.p., perché il Tribunale non ha esercitato officiosamente i poteri per acquisire la notifica, rinvenibile anche presso l'Autorità di Polizia giudiziaria o il Tribunale di sorveglianza, ritenendo invece che fosse onere del pubblico ministero sollecitare l'acquisizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando che il Tribunale aveva accertato l'elemento oggettivo dell'evasione (il controllo dei Carabinieri il 17/04/2020 e l'esistenza dell'ordinanza di detenzione domiciliare), ma ha escluso illogicamente il dolo limitandosi all'assenza del verbale di notifica. La Cassazione ha richiamato la giurisprudenza sul dovere del giudice di avvalersi dei poteri officiosi ex art. 507 c.p.p. quando il materiale probatorio è lacunoso e ha censurato l'omissione motivazionale del Tribunale. Ha quindi annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Cremona in diversa persona fisica.
Norme richiamate
La norma impone al giudice, ove il materiale probatorio sia lacunoso o insufficiente, di acquisire d'ufficio prove necessarie per decidere; l'omessa attivazione di tale potere senza motivazione invalida la sentenza.
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 (conv. I. n. 176/2020)
Norma richiamata per giustificare lo svolgimento del giudizio di cassazione a trattazione scritta; citata in relazione alla modalità di svolgimento del procedimento di impugnazione.
Massime di principio
- In reati di evasione (dolo generico) la conoscenza della misura può essere desunta anche da elementi di fatto che attestino l'esistenza e l'applicazione della misura (es. controlli delle forze di polizia, accertamenti sull'effettiva esecuzione della misura).
- L'assenza del verbale di notifica non esclude automaticamente il dolo: il giudice deve valutare l'insieme delle prove e, se il quadro probatorio è lacunoso, è tenuto ad acquisire d'ufficio i documenti o le testimonianze utili (art. 507 c.p.p.).
- Il pubblico ministero ha l'onere di provare gli elementi del reato, ma il giudice non può rifiutarsi di integrare la prova per mera contestazione formale; l'omessa esercitazione dei poteri officiosi senza adeguata motivazione è censurabile e può determinare l'annullamento della decisione.
- Quando la prova rilevabile è facilmente reperibile presso uffici giudiziari o forze di polizia (es. Tribunale di sorveglianza, atti di servizio), il giudice deve attivarsi per acquisirla prima di pronunciarsi per carenza di prova.
- Le decisioni che escludono il dolo esclusivamente sulla base della mancanza di un atto formale devono indicare perché l'acquisizione di quell'atto non sia stata effettuata; in mancanza la sentenza è vulnerabile in sede di legittimità.
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