Cassazione Penale, Ordinanza n. 15803/2026 del 30/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che l'unico motivo, relativo al diniego delle circostanze attenuanti generiche, era manifestamente infondato perché la sentenza impugnata era adeguatamente motivata; conseguentemente ha applicato le conseguenze di legge ex art. 616 c.p.p.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Genova, deducendo un'unica censura: la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. Dal testo risulta che il profilo era stato in appello sollecitato dalla Procura generale, ma non risultava dedotto con specifico motivo dall'imputato nel gravame. La Corte di cassazione ha ritenuto la doglianza manifestamente infondata, osservando che la decisione di merito era sorretta da motivazione sufficiente e non illogica, non censurabile in sede di legittimità.
Norme richiamate
L'inammissibilità del ricorso comporta la pronuncia delle conseguenze previste dalla norma.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione, la doglianza contro il diniego delle circostanze attenuanti generiche è inammissibile o manifestamente infondata quando si traduce in una richiesta di rivalutazione del merito, se la sentenza impugnata è sorretta da motivazione sufficiente e non manifestamente illogica.
- La mancata deduzione di uno specifico motivo di appello sul punto incide negativamente sulla possibilità di censurare in cassazione la decisione di merito, quando il ricorso pretenda di introdurre per la prima volta una questione sostanzialmente di merito.
- L'inammissibilità del ricorso per cassazione comporta l'applicazione delle conseguenze processuali previste dall'art. 616 c.p.p.
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