Cassazione Penale, Sentenza n. 28153/2025 del 31/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava l'ordinanza del Tribunale di Lecce che aveva confermato gli arresti domiciliari disposti dal GIP, chiedendo l'annullamento per violazione di legge e difetto di motivazione. La difesa ha denunciato che il Tribunale non ha recepito le indicazioni della precedente decisione della Corte di Cassazione, non ha adeguatamente valutato l'esito negativo delle perquisizioni, non ha chiarito la rilevanza probatoria delle intercettazioni e delle espressioni captate rispetto all'imputazione, non ha considerato possibili spiegazioni alternative (incontri con la persona offesa in osteria), e ha formulato giudizi apodittici sulla contiguità del ricorrente al contesto di spaccio senza tenere conto dell'assenza di sequestri e della scarsità di elementi concreti a carico.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Lecce ai sensi dell'art. 309, co. 7, c.p.p. Motivazione: l'ordinanza di riesame non ha esplorato in modo coerente e motivato la significatività probatoria delle intercettazioni, non ha valutato la possibile estraneità del ricorrente rispetto alle contestate cessioni (anche alla luce degli incontri documentati in osteria) e non ha considerato adeguatamente l'esito negativo delle perquisizioni. La Corte ha richiamato la necessità di esaminare alternative ricostruttive offerte dalla difesa e di dare conto dell'attendibilità delle dichiarazioni di terzi (Raffaele D'Ancona).
Norme richiamate
Norma richiamata come base per il rinvio a nuovo giudizio al Tribunale competente dopo l'annullamento dell'ordinanza impugnata.
Sentenza della Corte di Cassazione (annullamento precedente, 21/11/2024)
Decisione precedente della Corte che aveva già annullato la prima ordinanza del riesame e che conteneva indicazioni sul necessario sviluppo motivazionale riguardo alla gravità indiziaria; il nuovo provvedimento del Tribunale è stato ritenuto incoerente rispetto a tali indicazioni.
Sez. 6, n. 27434 del 14/02/2017 (Albano, Rv. 270299)
Precedente giurisprudenziale utilizzato per affermare che, in assenza di sequestri e di elementi concreti, il giudice deve valutare le alternative ricostruttive proposte dalla difesa e non fondare decisioni cautelari su valutazioni congetturali.
Massime di principio
- Per disporre misure cautelari è necessario un percorso motivazionale chiaro che colleghi i singoli elementi probatori all'affermazione della gravità indiziaria; le affermazioni apodittiche non sono sufficienti.
- Le intercettazioni devono essere valutate nella loro significatività probatoria e confrontate con altre evidenze (perquisizioni, sequestri, dati GPS); l'interpretazione delle espressioni captate non può prescindere da possibili spiegazioni alternative.
- L'esito negativo di perquisizioni o l'assenza di sequestri rilevanti deve essere preso in considerazione e può indebolire la piattaforma indiziaria, imponendo al giudice di motivare perché ciò non incide sulla necessità della misura.
- La valutazione dell'affidabilità di dichiarazioni di terzi (es. collaboratori o persone coinvolte) deve essere motivata; la mera dichiarazione di inattendibilità, senza argomentazioni, è insufficiente.
- Nelle richieste di riesame cautelare il giudice deve confrontare esplicitamente le ricostruzioni alternative proposte dalla difesa e giustificare la scelta della propria interpretazione dei fatti.
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