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Sentenza

Sentenza del 02/01/2023 n. 1 - Corte di giustizia tributaria di primo grado di Genova

IMU - variazione rendita catastale - efficacia - dalla messa in atti da parte dell'Agenzia del territorio - irretroattività degli effetti

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

I ricorsi contestavano l'avviso di accertamento IMU per il 2016 con cui il Comune aveva recuperato l'imposta ritenuta non versata in relazione ad un aumento di rendita catastale. L'aumento di rendita era stato formalmente messo a ruolo dall'Agenzia del Territorio con atto registrato il 22/06/2018 (applicabile dalla stessa data ai sensi dell'art.13, comma 4, D.L. 201/2011). Il Comune, tuttavia, sosteneva che i lavori che avevano determinato l'incremento risultavano essere stati completati già nel 1990 e quindi voleva retrodatare gli effetti della variazione fino all'anno 2016 per recuperare l'IMU arretrata.

La decisione

La Corte Tributaria ha accolto i ricorsi e ha annullato l'avviso di accertamento. Ha ritenuto che, in materia IMU, il Comune è vincolato alla rendita catastale risultante dagli atti ufficiali dell'Agenzia del Territorio e non può sostituirsi a quest'ultima valorizzando documentazione extracatastale per retrodatare gli effetti della variazione. Pur rilevando che la condotta dei ricorrenti (aver dichiarato una data di fine lavori anteriore) ha creato ambiguità valutabile ai fini della ripartizione delle spese, la Corte ha comunque compensato integralmente le spese di lite tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 5, D.Lgs. 504/1992

    Stabilisce il ruolo del classamento catastale nella determinazione della base imponibile; la rendita catastale ufficiale è il riferimento per l'imposizione comunale.

  • art. 13, commi 3 e 4, D.L. 201/2011

    Il comma 4 dispone l'efficacia temporale della variazione di rendita catastale: la nuova rendita si applica dalla data di messa in atti da parte dell'Agenzia del Territorio, escludendo effetto retroattivo rispetto a periodi precedenti alla formalizzazione.

  • art. 36, D.Lgs. 546/2002

    Norma processuale citata nel dispositivo che autorizza l'annullamento dell'atto impugnato da parte della Corte Tributaria.

Massime di principio

  • Per la determinazione della base imponibile IMU il Comune è vincolato alla rendita catastale risultante dagli atti ufficiali dell'Agenzia del Territorio e non può utilizzare dati extracatastali per modificare retroattivamente l'imposizione.
  • La variazione di rendita catastale produce effetti fiscali dalla data di messa in atti presso l'Agenzia del Territorio (art.13, comma 4 D.L. 201/2011); le amministrazioni non possono retrodatare gli effetti basandosi su documentazione interna o privata.
  • Se i proprietari stessi forniscono informazioni che creano ambiguità (es. dichiarano una data di fine lavori anteriore), tale comportamento può essere valutato ai fini della ripartizione delle spese processuali, ma non legittima il Comune a superare la rendita catastale ufficiale per l'accertamento IMU.
  • La competenza a classare o riclassare gli immobili spetta all'Agenzia del Territorio; i Comuni possono richiedere modifiche e fornire elementi, ma non possono sostituirsi all'Agenzia né sindacare nel merito gli atti catastali.
  • In situazioni analoghe è consigliabile che il Comune segua la procedura amministrativa per ottenere la rettifica catastale dall'Agenzia prima di emettere avvisi di accertamento basati su una diversa valutazione della rendita.

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