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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6587/2024 del 14/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale impugna la sentenza del Giudice di Pace di Ascoli Piceno che aveva ritenuto procedibile a querela il reato di cui all'art. 636 c.p. (introduzione di animali nel fondo altrui) e aveva poi dichiarato il non doversi procedere per estinzione del reato per remissione di querela. Il Procuratore generale ha contestato la qualificazione della fattispecie come procedibile a querela, sostenendo che la discarica in cui Ricciotti aveva introdotto il gregge è destinata a uso pubblico: pertanto, ai sensi dell'art. 639-bis c.p., il reato di cui all'art. 636 c.p. doveva essere procedibile d'ufficio, rendendo ininfluente la remissione della querela.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha precisato che l'art. 636 c.p. richiede solo l'altruità del fondo e che l'art. 639-bis c.p. rende il reato procedibile d'ufficio quando il fondo è destinato all'uso pubblico. Richiamando precedenti giurisprudenziali, la Corte ha concluso che una discarica, anche se gestita da privati, svolge una funzione o un servizio di pubblico interesse e va considerata destinata all'uso pubblico. Perciò ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato il giudizio al Giudice di Pace di Ascoli Piceno per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 636 cod. pen.

    norma che punisce chi introduce o abbandona animali in gregge o in mandria nel fondo altrui

    La norma richiede come unico requisito relativo al bene la sua altruità rispetto a chi introduce gli animali; non determina di per sé la procedibilità d'ufficio.

  • art. 639-bis cod. pen.

    prevede che il reato sia procedibile d'ufficio se il fondo oggetto materiale del reato sia destinato all'uso pubblico

    Se il fondo è destinato all'uso pubblico (anche se appartenente a privati ma concretamente adibito a uso pubblico), il reato di cui all'art. 636 c.p. è procedibile d'ufficio e dunque la remissione della querela non estingue il procedimento.

  • Ordinanza n. 27249 del 17/05/2022 (Sez. 7)

    "devono considerarsi \"pubblici\" ... i beni appartenenti a qualsiasi titolo allo Stato o ad un ente pubblico ... e \"destinati ad uso pubblico\" quelli che appartengono a privati e detta destinazione abbiano concretamente avuto"

    La nozione di 'destinazione ad uso pubblico' comprende anche beni privati che siano concretamente adibiti a servizio o funzione pubblica, secondo la nozione mutuata dagli artt. 822 e ss. c.c.

  • Sentenza n. 42822 del 27/06/2014 (Sez. 5)

    "La gestione dei rifiuti costituisce (...) attività di pubblico interesse, minuziosamente regolamentata dalla legge ..."

    La Corte ha già ritenuto che una discarica, quale espressione di un pubblico servizio o funzione, sia da considerare destinata ad uso pubblico anche se gestita da privati; ne consegue la procedibilità d'ufficio per reati commessi sul relativo fondo.

Massime di principio

  • Quando un reato contemplato dall'art. 636 c.p. riguarda un fondo 'destinato ad uso pubblico', la procedibilità è d'ufficio ai sensi dell'art. 639-bis c.p.; pertanto la querela del soggetto offeso e la sua eventuale remissione non impediscono il procedimento penale.
  • La qualificazione di 'fondo destinato all'uso pubblico' non dipende solo dalla proprietà (pubblica o privata) ma dalla destinazione concreta del bene: anche beni privati che svolgono una funzione pubblica (es. discariche, servizi di gestione rifiuti) rientrano nella categoria.
  • In casi analoghi è necessario valutare documentazione e fatti che provino la destinazione pubblica (normativa di settore, finalità e modalità di gestione, intervento/servizio erogato alla collettività) per determinare la procedibilità.
  • Se la pubblica accusa sostiene la procedibilità d'ufficio, il giudice deve verificare la destinazione effettiva del fondo prima di dichiarare estinto il reato per remissione di querela: il vizio nella valutazione può comportare annullamento e rinvio.
  • La gestione privata di un servizio pubblico non esclude l'applicazione delle norme penali come se il bene fosse pubblico quando la funzione è di interesse collettivo.
  • Per la difesa è strategico proporre prove sulla natura e destinazione del fondo (titoli, contratti di gestione, regolamenti, autorizzazioni) se si vuole sostenere la procedibilità a querela o confutare la procedibilità d'ufficio.

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