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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02399/2026 del 21/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dall'imputato con due motivi principali: 1) violazione dell'art. 416 c.p. e vizi della motivazione rispetto alla ritenuta partecipazione al sodalizio criminoso: la difesa sostiene che Stievano fosse un mero e inconsapevole prestanome, ignaro del programma associativo e che le intercettazioni e dichiarazioni siano state male interpretate; contesta inoltre che non sia provato il pactum sceleris né il contributo causale consapevole alla commissione dei reati. 2) vizio sulla valutazione dell'elemento soggettivo (dolo specifico) della bancarotta documentale contestata al capo G): la difesa lamenta omissione di replica da parte della Corte d'appello, e che l'assunzione formale di cariche non dimostri la consapevolezza della gestione illecita, mancando indici chiari di fraudolenza imputabili allo Stievano.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere manifestamente infondato e per riproporre doglianze già esaminate e rigettate in sede di appello. La Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito che hanno ricostruito il ruolo consapevole dello Stievano come assuntore seriale di cariche in societa' di comodo, basandosi su fonti dichiarative, intercettazioni che dimostrano conoscenza e partecipazione, la qualifica di amministratore di oltre quaranta societa' e pagamenti ricevuti quale prestanome. Quanto al capo G), la Corte d'appello ha adeguatamente motivato l'esistenza del dolo specifico attraverso elementi quali la conoscenza della documentazione societaria, le indicazioni fornite nelle conversazioni e la situazione della societa' al fallimento. Per legge (art. 616 cod. proc. pen.) il ricorrente e' condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende per colpa nel proporre il ricorso. Il ricorso e' dunque respinto per inammissibilita'.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    Norma sull'associazione per delinquere; la Corte ha ritenuto provata la partecipazione dell'imputato al sodalizio sulla base di fonti dichiarative, intercettazioni e condotte ripetute, valutate come manifestazione del pactum sceleris e del contributo consapevole.

  • art. 173 disposizioni attuative cod. proc. pen.

    Predisposizione dei limiti di enunciazione dei motivi di cassazione; richiamato per indicare che i motivi sono stati enunciati nei limiti richiesti.

  • art. 581 cod. proc. pen.

    Richiede specificita' dei motivi di ricorso; la Corte ha ritenuto i motivi generici e non atti a svolgere la tipica funzione critica richiesta in sede di legittimità.

  • art. 591, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Prevede l'inammissibilita' del ricorso per mancanza di specificita'; la Corte ha applicato tale principio per dichiarare inammissibile il ricorso.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Regola i vizi di motivazione rilevabili in cassazione; la Corte ha ritenuto che, in presenza di adeguata conformita' motivazionale nei gradi di merito (doppia conforme), non sussista vizio rilevante salvo omissioni decisive o manifesto travisamento.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Dispone le conseguenze processuali dell'inammissibilita' del ricorso, con condanna alle spese e possibilita' di sanzione alla cassa delle ammende; applicata per imporre il pagamento di euro 3.000.

  • Corte Costituzionale, sent. n. 186/2000

    Richiamata in relazione alla possibilita' di sanzionare con la cassa delle ammende il ricorso che manifesti profili di colpa; usata come parametro per la misura della sanzione.

  • Principio della "doppia conforme" (giurisprudenza della Corte di cassazione)

    Dottrina giurisprudenziale secondo cui, quando due gradi di merito si conformano nella valutazione probatoria, la legittimità e' limitata a vizi ristretti (omissione di esame di temi decisivi o manifesto travisamento); la Corte ha applicato tale principio per respingere il ricorso.

Massime di principio

  • In casi di ricorso in Cassazione occorre esporre motivi specifici, non mera richiesta di riconsiderazione dei fatti: la genericita' o la riproposizione delle stesse doglianze gia' vagliate in appello conduce all'inammissibilita'.
  • Per la configurazione dell'associazione per delinquere e' necessario dimostrare il pactum sceleris e il contributo consapevole del singolo: elementi quali intercettazioni che mostrano conoscenza delle attivita', pagamenti ricevuti, gestione ripetuta di societa' di comodo e dichiarazioni di coindagati possono costituire prova del ruolo consapevole del prestanome.
  • La mera nomina formale ad amministratore non basta a provare il dolo specifico; tuttavia, la combinazione di cariche multiple in societa' 'vuote', conversazioni che mostrano conoscenza della documentazione e dichiarazioni di terzi puo' giustificare il convincimento del dolo specifico richiesto per reati come la bancarotta fraudolenta documentale.
  • Quando le decisioni di primo grado e appello sono conformi (doppia conforme), la Cassazione e' limitata a rilevare omissioni probatorie decisive o travisamenti evidenti: non sostituisce la propria valutazione dei fatti a quella del giudice di merito.
  • Proporre ricorsi infondati o reiterativi espone al rischio di condanna alle spese e di sanzioni alla cassa delle ammende per colpa nel proporre il ricorso; pertanto la difesa dovrebbe selezionare e dedicare motivo di cassazione a profili di legittimità realmente nuovi e specifici.

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