Cassazione Penale, Sentenza n. 19638/2023 del 10/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'appello di Napoli che aveva riconosciuto a Donadoni la riparazione per ingiusta detenzione relativa agli arresti domiciliari dal 16/07/1998 al 10/08/1998. Il ricorso per cassazione contestava, in particolare, l'eccessiva determinazione dell'indennizzo (art.314 cod.proc.pen.), lamentando che l'aumento equitativo operato dalla Corte territoriale si fondasse indebitamente sullo "strepitus fori" (tre articoli di giornale, due di diffusione locale) e sulla presunta perdita di chances relativa a un incarico a progetto (con correlato emolumento pari all'1,5 per mille degli acquisti di tabacco della società), contestando la prova del nesso causale tra misura cautelare ed esclusione dall'incarico.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittimo l'esercizio del potere discrezionale del giudice di merito di adeguare equitativamente il criterio aritmetico di liquidazione dell'indennizzo (calcolo giornaliero di €235,82 per 27 giorni = €3.183,57) sulla base di specificità del caso, e ha confermato la motivazione della Corte d'appello che aveva aumentato l'indennizzo fino a €50.000,00 per ragioni di equità riconducibili allo strepitus fori e alla perdita di chances. La Cassazione ha richiamato il limite del controllo di legittimità (verifica della logica e motivazione, non ricalcolo), e ha ritenuto che la prova della perdita di chances fosse soddisfatta anche con presunzioni e parametri di probabilità. Il Ministero è stato condannato alle spese processuali e a rifondere le spese del resistente.
Norme richiamate
Individua il giudice competente per la domanda di riparazione per ingiusta detenzione; la Corte d'appello è stata qualificata quale giudice adito ai sensi di questa norma.
Richiamato dal ricorrente in rapporto alla determinazione dell'indennizzo; la Corte ha valutato che l'articolo non impedisce al giudice di merito di effettuare adeguamenti equitativi al criterio aritmetico, purché motivati.
Richiamato nel merito per segnalare che alcune circostanze erano state dichiarate dal ricorrente già al primo interrogatorio davanti al GIP, elemento valutato dalla Corte territoriale.
Giurisprudenza Cassazione: Sez. 4, 10/11/2020, n.32891 (Di Domenico)
Sez. 4, 10/11/2020, n.32891
Principio secondo cui il criterio aritmetico di calcolo dell'indennizzo non esclude l'obbligo del giudice di valutare e integrare le specificità del caso per adeguare equitativamente la somma.
Giurisprudenza Cassazione: Sez. 4, 11/1/2019, n.18361 (Piccolo)
Sez.4, 11/1/2019, n.18361
Conferma l'obbligo di individualizzare l'indennizzo sulla base delle concrete circostanze del caso mediante valutazione motivata.
Giurisprudenza Cassazione: Sez.4, 4/3/2015, n.24225 (Pappalardi) e Sez.4, 2/7/2021, n.27474 (Spedo)
Sez.4, 4/3/2015, n.24225; Sez.4, 2/7/2021, n.27474
Principio sul limite del controllo di legittimità: la Cassazione verifica la logica e la motivazione della liquidazione ma non sindaca l'entità dell'indennizzo, salvo ipotesi di criteri manifestamente arbitrari o simbolici.
Cassazione civile sulla perdita di chance: sez.3, 14/3/2017, n.6488
Cass.civ., sez.3, 14/3/2017, n.6488
Conferma che il danno da perdita di chance è liquidabile equitativamente qualora siano allegati e dimostrati, anche mediante presunzioni e parametri di probabilità, gli elementi costitutivi (occasione plausibile, vantaggio possibile, nesso causale).
Cassazione lavoro sulla perdita di chance: sez.lav., 9/3/2023, n.7110
Cass.civ., sez.lav., 9/3/2023, n.7110
Ulteriore conferma che la perdita di chance relativa a componenti variabili di emolumenti può essere risarcita quando il lavoratore dimostri la plausibilità dell'occasione perduta e il nesso causale.
Massime di principio
- Il criterio aritmetico di calcolo dell'indennizzo per ingiusta detenzione (somma giornaliera) è un parametro di uniformità ma il giudice di merito può e deve adeguarlo equitativamente in presenza di specificità del caso, motivando l'incremento o la diminuzione.
- La Corte di legittimità controlla la logica e la motivazione della decisione di merito, ma non sostituisce la propria valutazione quantitativa a quella del giudice di merito, salvo che la liquidazione sia manifestamente arbitraria o simbolica.
- Lo "strepitus fori" (risonanza mediatica) può essere valutato come elemento che giustifica un aumento dell'indennizzo anche se la diffusione è prevalente a livello locale; ciò conta in relazione all'effettivo pregiudizio reputazionale documentato.
- La perdita di chances è risarcibile in via equitativa: è sufficiente che il danneggiato alleghi e dimostri, anche con presunzioni o secondo parametri di probabilità, l'esistenza di una plausibile occasione perduta, il vantaggio prevedibile e il nesso causale con l'evento lesivo.
- In contenziosi di riparazione per ingiusta detenzione lo Stato ha onere di motivare criticamente la censura sull'entità dell'indennizzo davanti alla Cassazione; senza elementi di illogicità o arbitrarietà la decisione di merito viene confermata.
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