Cassazione Penale, Sentenza n. 17722/2022 del 04/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per furto aggravato dalla destrezza sostenendo in primo luogo che la Corte territoriale non ha valutato correttamente la reale volontà dei coimputati di creare un 'muro umano' per agevolare la sottrazione del portafogli; in secondo luogo contesta l'applicazione dell'aggravante della destrezza perché la vittima aveva lasciato la borsa in un luogo dove il controllo visivo era fortemente compromesso, per cui si tratterebbe di semplice approfittamento di una situazione di disattenzione non provocata
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di specificità e manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la Corte territoriale abbia valutato in modo unitario e razionale gli elementi probatori (ingresso simultaneo dei ragazzi, reciproca conoscenza, azione repentina, fuga contestuale), idonei a comprovare una condotta distrattiva preordinata ad eludere la sorveglianza della detentrice della borsa. Ha confermato l'applicabilità dell'aggravante della destrezza in quanto accertata una condotta finalizzata ad attenuare o eludere la sorveglianza. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 173 disposizioni attuative codice di procedura penale
Limiti formali e di specificità dei motivi di ricorso in cassazione; il ricorso deve rispettare i requisiti di specificità per essere esaminato
art. 616 codice di procedura penale
Prevede la condanna alle spese processuali e la misura da versare alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso
Sez. 2, n. 32619 del 24/04/2014 (Pipino), Rv. 260071
Principio secondo cui il giudice deve valutare i risultati probatori in modo unitario e non parcellizzato, collegando gli elementi emersi in una costruzione logica per raggiungere la verità processuale
Sez. U, n. 34090 del 27/04/2017 (Quarticelli), Rv. 270088
Definizione dell'aggravante della destrezza: sussiste quando l'agente pone in essere condotte caratterizzate da abilità o astuzia idonee a sorprendere o eludere la sorveglianza del detentore; non è sufficiente il mero approfittare di una disattenzione non provocata
Massime di principio
- Un ricorso per cassazione che si limiti a chiedere una diversa valutazione del fatto senza indicare vizi specifici di motivazione o di diritto è spesso dichiarato inammissibile
- La circostanza aggravante della destrezza richiede un comportamento attivo e finalizzato ad eludere la sorveglianza del detentore; il semplice approfittare di un momento di distrazione non basta
- Azioni coordinate di più soggetti (entrata simultanea, distrazione deliberata, fuga contestuale) possono essere valutate unitariamente come indicazione di una strategia preordinata e supportare la qualificazione per destrezza
- In sede di impugnazione è utile contestare specificamente errori di diritto o di motivazione puntuali e documentati; le doglianze meramente assertive sulla valutazione probatoria sono normalmente inammissibili in Cassazione
- In caso di inammissibilità del ricorso la parte soccombente è tenuta al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle Ammende secondo art. 616 c.p.p., la cui entità può essere determinata dal giudice di cassazione
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