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Ordinanza

Ordinanza n. 6114/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento DEL DM DEL MINISTERO DELL'INTERNO DI RIGETTO ISTANZA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA (K10/-OMISSIS-)/-

Giustizia amministrativa202312269

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana motivato da possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno di rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana. Dal provvedimento emerge che il diniego è stato adottato perché, nel corso dell'istruttoria, sarebbero emersi a carico del richiedente elementi tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. Il testo dell'ordinanza non espone ulteriori motivi di ricorso, limitandosi a rilevare la necessità di acquisire la documentazione istruttoria posta a fondamento del diniego.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio né ha deciso sulla legittimità del diniego. Ha disposto, ai sensi degli artt. 65, 66 e 67 c.p.a., l'acquisizione da parte del Ministero dell'Interno della documentazione istruttoria sulla cui base è stato adottato il provvedimento impugnato. Il deposito dovrà avvenire entro il 7 giugno 2026, con modalità riservate e con le cautele necessarie alla tutela delle fonti informative e a non pregiudicare l'attività di intelligence; in alternativa, il Ministero dovrà depositare una relazione recante le specifiche ragioni che impedirebbero la trasmissione degli atti. È stato stabilito che la documentazione potrà essere esaminata esclusivamente dal Collegio e dal difensore nella camera di consiglio istruttoria del 10 giugno 2026, senza estrazione di copia, per consentire l'attività difensiva. Il giudizio è stato quindi rinviato per il prosieguo della trattazione. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte.

Norme richiamate

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Disposizioni utilizzate dal giudice per disporre gli incombenti istruttori e acquisire la documentazione necessaria alla decisione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Base normativa richiamata per disporre l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata nel trattamento dei dati personali.

Massime di principio

  • Quando la legittimità di un diniego di cittadinanza motivato da possibili rischi per la sicurezza della Repubblica dipende da informazioni istruttorie riservate, il giudice amministrativo può disporre l'acquisizione della documentazione posta a fondamento del provvedimento, imponendo modalità di deposito e consultazione idonee a tutelare le fonti informative e l'attività di intelligence.
  • L'amministrazione che ritenga di non poter trasmettere al giudice la documentazione istruttoria riservata deve esplicitare le specifiche ragioni ostative mediante una relazione, ferma la valutazione giudiziale sulla necessità e sulle modalità di acquisizione degli atti.
  • La documentazione riservata acquisita nel processo può essere sottoposta a modalità di esame limitate al Collegio e al difensore, senza estrazione di copia, quando ciò sia ritenuto necessario per bilanciare esigenze di difesa e tutela delle fonti informative.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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