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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18985/2026 del 26/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che lo aveva condannato per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di cessione. Nel ricorso per cassazione ha dedotto due censure: da un lato, il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; dall'altro, l'omessa motivazione, o comunque l'illegittimità, degli aumenti di pena applicati per la continuazione, ritenuti eccessivi. La Corte di appello aveva individuato il reato-base nella resistenza a pubblico ufficiale e aveva operato un aumento per la continuazione in relazione a 221 episodi di cessione di cocaina, ritenendo la pena giustificata dalla reiterazione degli episodi su un arco temporale di circa due anni.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo generico perché meramente reiterativo di questioni già esaminate e adeguatamente motivate in appello, con riferimento a plurimi e allarmanti precedenti dell'imputato, anche specifici, valutati come elementi negativi ostativi alla concessione delle attenuanti generiche. Ha giudicato manifestamente infondato il secondo motivo, osservando che la determinazione dell'aumento per continuazione, fino al massimo previsto dall'art. 81, comma 2, c.p., era sorretta da motivazione congrua e non arbitraria, fondata sulla ripetizione di numerose cessioni di cocaina a una pluralità di acquirenti nell'arco di circa due anni. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 2, c.p.

    art. 81 comma 2 cod. pen.

    consente l'aumento di pena per la continuazione fino al massimo previsto; nel caso concreto l'aumento è stato ritenuto legittimo perché sorretto dalla reiterazione di molteplici episodi di cessione di droga.

  • circostanze attenuanti generiche

    non costituiscono un diritto dell'imputato; presuppongono la presenza di elementi positivamente valutabili e possono essere negate in presenza di significativi elementi negativi, come precedenti penali numerosi e specifici.

  • Corte Cost. n. 186/2000

    vds. Corte Cost., sent. n. 186/2000

    richiamata in relazione alla condanna al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità non priva di colpa del ricorrente.

Massime di principio

  • La censura in cassazione è inammissibile quando si limita a reiterare doglianze già proposte in appello senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Le circostanze attenuanti generiche non spettano automaticamente, ma richiedono la presenza di elementi favorevoli concretamente valorizzabili; la loro esclusione è legittima se la motivazione evidenzia elementi negativi significativi, come precedenti penali numerosi e specifici.
  • In tema di continuazione, l'aumento di pena può essere parametrato al massimo previsto quando la reiterazione dei fatti è intensa, protratta nel tempo e coinvolge una pluralità di episodi e di destinatari, purché la motivazione sia congrua e non arbitraria.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità, al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoPena e commisurazioneSpaccioResistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
RamiParte generaleStupefacentiReati contro la PA
IstitutiContinuazione

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