Sentenza n. 11914/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento del provvedimento, codice pratica 20240002425 del 30/04/2024, 104082, assunto dall’Ambasciata d’Italia negli Emirati Arabi Uniti, notificato in data 14/05/2024, avente ad oggetto il rifiuto del visto turistico alla sig.ra -OMISSIS-.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del visto turistico emesso dall'Ambasciata d'Italia negli Emirati Arabi Uniti
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadina straniera)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego del visto turistico motivato dall'esistenza di ragionevoli dubbi sulla sua intenzione di lasciare il territorio degli Stati membri prima della scadenza del visto. Ha dedotto il difetto di motivazione, per omessa considerazione delle osservazioni presentate a seguito del preavviso di rigetto, nonché l'irragionevolezza e l'eccesso di potere del provvedimento. In particolare, ha evidenziato la propria stabile residenza negli Emirati Arabi Uniti presso il figlio e la sua famiglia, la disponibilità di mezzi economici e di copertura sanitaria, la prenotazione dei voli di andata e ritorno, i precedenti ingressi in Italia conclusi con regolare rientro e la circostanza che il figlio accompagnatore avesse ottenuto il visto. L'Amministrazione ha giustificato il diniego richiamando l'età avanzata della richiedente, l'assenza di redditi e disponibilità economiche proprie e l'insufficienza degli elementi comprovanti il radicamento nel Paese di residenza.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Ha riconosciuto che l'Amministrazione dispone di un ampio margine di discrezionalità nella valutazione del rischio migratorio, ma ha precisato che tale valutazione deve fondarsi su elementi obiettivi e specifici, idonei a rendere ragionevole l'inferenza circa un possibile uso abusivo del visto, e non su mere ipotesi o congetture. Nel caso concreto, l'età avanzata e l'assenza di redditi autonomi non erano elementi sufficienti per dedurre l'intenzione di soggiornare irregolarmente in Italia. Al contrario, deponevano per il rientro la stabile residenza negli Emirati Arabi Uniti, la presenza del figlio titolare di solide attività imprenditoriali, l'assenza dei presupposti per il ricongiungimento familiare e i precedenti visti utilizzati senza violazioni. Le Amministrazioni sono state condannate alla rifusione delle spese di giudizio, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori e rimborso del contributo unificato, se versato.
Norme richiamate
La ricorrente ha richiamato la presentazione di osservazioni a seguito del preavviso di rigetto; la sentenza rileva tuttavia soprattutto l'insufficienza sostanziale degli elementi posti a fondamento del diniego.
La relazione dell'Ambasciata ha richiamato la disposizione per affermare che la ricorrente non rientrava nelle fattispecie familiari rilevanti ai fini del ricongiungimento familiare.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
La disposizione è stata richiamata per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Le disposizioni sono state richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nella valutazione della domanda di visto, l'Amministrazione dispone di un ampio margine di discrezionalità nel ponderare il rischio migratorio, ma il diniego deve essere fondato su elementi obiettivi, specifici e concretamente idonei a rendere ragionevole il timore di un uso abusivo del visto.
- L'età avanzata del richiedente e l'assenza di redditi autonomi, considerati isolatamente, non consentono di inferire l'intenzione di trattenersi irregolarmente nel territorio dello Stato.
- La valutazione del rischio migratorio non può basarsi su ricostruzioni meramente ipotetiche o congetturali delle intenzioni del richiedente, ma deve confrontarsi con tutti gli elementi obiettivi del caso concreto, inclusi il radicamento nel Paese di residenza e i precedenti regolari viaggi.
- La stabile residenza del richiedente presso familiari radicati economicamente nel Paese di provenienza o di residenza, unitamente alla regolarità dei precedenti soggiorni, può costituire elemento contrario all'ipotesi di permanenza irregolare e deve essere adeguatamente ponderata nel procedimento di rilascio del visto.
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