Cassazione Civile, Sentenza n. 4522/2022 del 11/02/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso impugnava la sentenza della Corte d’appello di Milano che aveva rigettato l'opposizione del sig. Cason avverso la delibera CONSOB n. 18024/2011 che gli aveva irrogato: (a) sanzione pecuniaria di €100.000 per insider trading (art.187‑bis T.U.F.) relativo ad acquisti su Sirti tra 9-25 luglio 2007; (b) altra sanzione pecuniaria di €100.000 per insider trading relativo ad acquisti su Sirti tra 12-13 febbraio 2008; (c) sanzione di €50.000 per dichiarazioni mendaci rese in audizione (art.187‑quinquiesdecies T.U.F.); oltre a confisca per equivalente e perdita temporanea dei requisiti di onorabilità. Cason deduceva violazioni di legge, vizio di motivazione sull'accertamento del possesso di informazioni privilegiate, e la non proporzionalità della confisca nonché illegittimità costituzionale delle norme applicate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha: (i) dichiarato cessata la materia del contendere quanto al profilo della confisca, poiché la CONSOB ha annullato in autotutela la parte eccedente il profitto (€2.865.771 ridotta a profitto di €182.024,91) in esito alla pronuncia della Corte costituzionale; (ii) dichiarato inammissibile il secondo motivo (critica di merito sull'accertamento del possesso di informazioni privilegiate); (iii) accolto in parte il terzo motivo: ha annullato con decisione nel merito la sanzione irrogata per le dichiarazioni mendaci (art.187‑quinquiesdecies T.U.F.), ritenendo che il mendacio contestato si risolvesse nella mera negazione di circostanze vere e avesse lo stesso effetto del rifiuto a rispondere (quindi non sanzionabile alla luce della sentenza C. cost. n.84/2021 e della giurisprudenza CJEU); (iv) confermato l'accertamento degli illeciti di insider trading (art.187‑bis) ma ha cassato la parte riguardante la misura delle sanzioni pecuniarie irrogate per questi illeciti e ha rinviato alla Corte d’appello di Milano, in diversa composizione, per la rideterminazione delle sanzioni alla luce della lex mitior risultante dalla sentenza della Corte costituzionale n.63/2019 (applicazione dei nuovi termini edittali più favorevoli). Le spese del giudizio di legittimità sono compensate.
Norme richiamate
d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (T.U.F.) - art. 187‑bis
Norma che sanziona l'abuso di informazioni privilegiate (insider trading). La Corte ha ritenuto legittimo l'accertamento degli illeciti a carico del ricorrente basato anche su presunzioni, confermando la responsabilità ma ha disposto la rideterminazione della misura delle sanzioni in applicazione della lex mitior sopravvenuta.
d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (T.U.F.) - art. 187‑sexies
"nella parte in cui prevede la confisca obbligatoria, diretta o per equivalente, del prodotto dell’illecito e dei beni utilizzati per commetterlo, e non del solo profitto"
La Corte costituzionale (n.112/2019) ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale della disposizione nella parte che consentiva la confisca obbligatoria anche dei beni utilizzati per commettere l'illecito (oltre al profitto). In esito la CONSOB ha annullato in autotutela la confisca per la parte eccedente il profitto, provocando la cessazione della materia del contendere su quel punto.
d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (T.U.F.) - art. 187‑quinquiesdecies
Norma che prevedeva sanzioni per il mancato adempimento alle richieste della CONSOB nell'ambito delle indagini (anche per false dichiarazioni). La Corte costituzionale (n.84/2021), sulla scorta della sentenza CJEU C‑481/19, ha limitato l'applicazione della norma nella parte in cui sanzionava il rifiuto a rispondere (diritto al silenzio). La Cassazione ha interpretato che le menzogne che producono lo stesso effetto del silenzio (mera negazione) non sono sanzionabili, mentre menzogne che ostruiscono o ritardano ulteriormente l'indagine sì.
Decreto legislativo 12 maggio 2015 n. 72 (art.6) e sentenza Corte cost. n.63/2019
Le modifiche del 2015 hanno ridotto i termini edittali delle sanzioni per art.187‑bis rispetto alla precedente quintuplicazione; la Corte costituzionale (n.63/2019) ha dichiarato incostituzionale la parte che escludeva la retroattività di tale cambiamento: pertanto è applicabile la lex mitior sopravvenuta e la misura delle sanzioni va rideterminata secondo la disciplina più favorevole.
Direttiva 2003/6/CE, art.14 e Regolamento (UE) 596/2014
Riferimenti al diritto UE che impongono interpretazioni compatibili col diritto fondamentale al silenzio e che sono stati richiamati dalla CJEU nel definire i limiti delle sanzioni connesse al rifiuto di rispondere nelle indagini su abusi di mercato.
Sentenza Corte di giustizia C‑481/19 (2.2.2021)
La CJEU ha stabilito che le norme europee sulle indagini sugli abusi di mercato devono essere interpretate in modo compatibile con il diritto al silenzio della Carta dei diritti fondamentali dell'UE; ciò consente agli Stati membri di non sanzionare il rifiuto di rispondere quando può configurare esercizio del diritto al silenzio, salvo comportamenti ostruzionistici.
Sentenze Corte costituzionale n.112/2019 e n.84/2021
n.112/2019: illegittimità parziale art.187‑sexies (confisca obbligatoria). n.84/2021: illegittimità parziale art.187‑quinquiesdecies nella parte in cui sanctionava il rifiuto di rispondere, riconoscendo il diritto al silenzio in procedimenti amministrativi sanzionatori aventi natura punitiva.
Cass. sez. un. e giurisprudenza di legittimità (es. Cass. n.20697/2018)
Principio che la lex mitior sopravvenuta in materia sanzionatoria deve essere applicata d'ufficio dalla Corte di cassazione anche se la misura della sanzione non è stata specificamente impugnata, e che la Corte può rimettere la quantificazione al giudice di merito nell'ambito della nuova cornice edittale.
Massime di principio
- Se l'Autorità amministrativa (es. CONSOB) in autotutela annulla o modifica un provvedimento impugnato, la relativa parte della controversia può divenire priva di oggetto e il giudice dichiarerà la cessazione della materia del contendere.
- Il diritto al silenzio riconosciuto in sede europea e costituzionale può escludere la punibilità del rifiuto a rispondere; le dichiarazioni mendaci sono non sanzionabili solo quando equivalgono formalmente ed effettivamente al rifiuto (mera negazione) e non arrecano ulteriori ostacoli o ritardi all'indagine.
- Le menzogne che spingono l'Autorità verso piste false o obbligano l'attore a compiere indagini supplementari danno luogo invece a responsabilità sanzionatoria (comportamento ostruzionistico).
- L'accertamento dell'insider trading può reggersi su presunzioni grave, precise e concordanti; le censure che mirano a rivalutare il materiale probatorio sono inammissibili in Cassazione se chiedono una rivalutazione di merito.
- Quando sopravvengono norme o pronunce che introducono una disciplina sanzionatoria più favorevole (lex mitior), questa deve essere applicata retroattivamente anche in Cassazione, anche se la quantificazione della sanzione non era stata specificamente impugnata; ciò può comportare la rideterminazione della misura da parte del giudice di merito.
- In giudizio di legittimità la Corte può definire questioni giuridiche con effetti diretti (es. annullamento di sanzione pecuniaria per illegittimità applicativa) ma per la rimodulazione delle sanzioni entro i nuovi limiti edittali è necessario il rinvio al giudice di merito per valutazioni di merito non esperibili in Cassazione.
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