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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24845/2022 del 17/08/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (privati)

La controversia

Due privati hanno proposto opposizione avverso un'ordinanza-ingiunzione che contestava la violazione di prescrizioni forestali regionali, per avere eseguito movimenti di terra su terreni vincolati idrogeologicamente senza nulla osta forestale e per avere ridotto un'area boschiva mediante sradicamento di ceppaie senza autorizzazione. Il tribunale ha respinto l'opposizione; la corte d'appello ha riformato solo in parte, ritenendo che l'area fosse comunque un bosco in ragione di un processo di riforestazione naturale, nonostante la presenza di terrazzamenti e di colture pregresse. In cassazione i ricorrenti hanno dedotto, tra l'altro, la violazione della disciplina che esclude i terrazzamenti dalla nozione di bosco, l'erronea equiparazione della vegetazione forestale alla boscosità, l'omesso esame di fatti decisivi sulla presenza di alberi da frutto e la mancata decisione su un motivo di appello relativo alla prova testimoniale; il resistente ha sostenuto la correttezza della decisione di merito e l'inammissibilità di alcune censure.

La decisione

La Corte ha respinto l'eccezione di inammissibilità del ricorso per difetto di sinteticità e ha dichiarato inammissibile, perché proposta solo in cassazione, l'istanza di sospensione ex art. 295 c.p.c. Ha accolto il primo motivo, ritenendo che la corte d'appello avesse erroneamente considerato boschiva un'area che la disciplina applicabile esclude espressamente dalla nozione di bosco in quanto caratterizzata da terrazzamenti; ha invece respinto il secondo motivo, osservando che la sentenza di merito aveva comunque accertato la presenza di macchia forestale boscata e dunque di piante arboree. I motivi terzo, quarto e quinto sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza impugnata è stata cassata in relazione al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Venezia, in diversa composizione, anche per le spese di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 295 c.p.c.

    L'istanza di sospensione del giudizio di cassazione è inammissibile se proposta per la prima volta in sede di legittimità, perché esula dal sindacato della Corte di cassazione sulla correttezza della decisione di merito.

  • art. 348-ter, commi 4 e 5, c.p.c.

    La preclusione al ricorso per cassazione non opera quando la doglianza non denuncia l'omesso esame di un fatto decisivo, ma solleva una questione di diritto già esaminata in appello.

  • art. 2 d.lgs. 227/2001

    La nozione di bosco recepita dalla disciplina regionale esclude espressamente i terrazzamenti; la presenza di vegetazione forestale su tali superfici non basta da sola a integrare il bosco ai fini della violazione contestata.

  • art. 31 L. R. Veneto 3/2013

    In attesa di una disciplina regionale organica, la definizione di bosco e delle aree escluse è ricavata dalla disciplina statale richiamata dalla norma regionale.

  • Delibera di Giunta regionale Veneto n. 1319/2013

    La delibera recepisce la nozione di bosco che mantiene l'esclusione dei terrazzamenti e disciplina anche il rilievo del carattere di non boscosità ai fini dell'applicazione della normativa forestale.

  • art. 15 L.R. Veneto 52/1978

    La norma punisce gli espianti non autorizzati in aree che presentano oggettivamente le caratteristiche del bosco; tali presupposti possono essere contestati nel giudizio di opposizione alla sanzione.

  • art. 112 c.p.c.

    La censura di omessa pronuncia resta assorbita quando la decisione va cassata per un vizio che impone un nuovo esame delle risultanze di causa.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    Il motivo sull'omesso esame di un fatto decisivo resta assorbito quando la sentenza viene cassata per erronea applicazione della nozione normativa di bosco e occorra rivalutare le risultanze istruttorie.

  • art. 416 c.p.c.

    La doglianza sulla prova testimoniale resta assorbita dal necessario riesame del materiale istruttorio conseguente alla cassazione sul punto centrale della qualificazione dell'area.

Massime di principio

  • Quando una disciplina forestale esclude espressamente i terrazzamenti dalla nozione di bosco, la sola presenza di vegetazione forestale su tali superfici non è sufficiente a integrare l'illecito fondato sull'espianto non autorizzato: occorre verificare se l'area ricada effettivamente nella categoria giuridica del bosco secondo i criteri normativi applicabili.
  • La qualificazione di un terreno come bosco, ai fini sanzionatori, deve essere compiuta sulla base della definizione normativa recepita dall'ordinamento regionale; il giudice non può fondare la boscosità su meri indici fattuali se la norma esclude quella specifica tipologia di area.
  • L'eventuale attestazione amministrativa di non boscosità può incidere sul regime autorizzatorio, ma la sua mancanza non impedisce al privato di contestare in giudizio l'assenza dei presupposti oggettivi dell'illecito sanzionato.
  • In cassazione è inammissibile chiedere per la prima volta la sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c. per la pendenza di un diverso giudizio, trattandosi di questione che non può essere introdotta solo nel giudizio di legittimità.
  • Una censura che investe la corretta interpretazione della nozione legale del bene o dell'area non è preclusa dal doppio conforme quando la questione di diritto è stata specificamente esaminata in appello.

Come è indicizzato

MaterieOpposizioni esecutiveProveImpugnazioni
RamiEsecuzioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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