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Sentenza

Sentenza del 16/12/2022 n. 5041 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia ha recuperato a tassazione, ai sensi dell'art.110, comma 7 TUIR, componenti negativi indeducibili e componenti positivi non dichiarati per due profili: (1) trasfer pricing sulle cessioni di prodotti dalla capogruppo ungherese alla controllata italiana riferito al trattamento dei "trade discount" (recupero IRES/Irap per euro 1.634.872,00), sostenendo che lo sconto dovesse essere considerato finanziario e quindi escluso dal costo B6 del CE, rideterminando il margine della società al 1,05% invece del 2,02%; (2) remunerazione di servizi infragruppo (prestazioni professionali rese alla capogruppo) con richiesta di riconoscimento di una royalty/compenso molto più elevato (recupero euro 3.410.729,00) ritenendo l'Ufficio che i servizi fossero strategici e integrassero asset immateriali, per i quali andrebbe applicato un criterio diverso di pricing rispetto al costo + mark-up del 15% fatturato dalla società. L'Ufficio contestava anche la selezione dei comparabili usati dalla società (TNMM) e la scelta della mediana come valore normale.

La decisione

Il giudice d'appello ha respinto l'appello dell'Agenzia e confermato la sentenza di primo grado che aveva accolto i ricorsi della società. Motivazioni principali: (a) la qualificazione dello sconto come "sconto finanziario" è arbitraria; lo sconto risultava contrattuale, indicato in fattura e rilevante ai fini IVA, quindi commerciale e da considerare nel prezzo; (b) le censure sull'individuazione dei comparabili da parte dell'Ufficio non sono adeguatamente motivate e l'intervento sui comparabili non è supportato da riscontri concreti; (c) la pretesa relativa ai servizi infragruppo e alla presunta royalty da oltre 3 mln appare inverosimile e non provata: non sussistono elementi che dimostrino che cinque dipendenti (non full time) abbiano generato un contributo immateriale tale da giustificare la royalty richiesta; la fatturazione della quota-parte dei costi del personale maggiorata del 15% è conforme al contratto infragruppo e non sproporzionata. L'appello è stato rigettato; spese del grado liquidate in euro 4.000,00 a carico dell'Agenzia.

Norme richiamate

  • art. 110, comma 7, TUIR

    Norma utilizzata dall'Ufficio per recuperare a tassazione differenze tra valore normale e prezzi infragruppo; il giudice conferma che la norma è applicabile ma richiede prova concreta della non conformità al valore normale e non accetta valutazioni arbitrarie dell'Amministrazione.

  • art. 9 TUIR

    Richiamato nel ragionamento del giudice: gli sconti d'uso devono essere considerati nella determinazione del corrispettivo; il riferimento sostiene la qualificazione degli sconti come commerciali quando contrattuali e fatturati.

  • EU Joint Transfer Pricing Forum - DOC: JTPF/014/REV2/BACK/2007/EN/FR (23 ottobre 2007)

    "Contributions on Centralised Intra Group Services" - suggerisce range di mark-up (es. 5-8%)

    L'Ufficio ha usato il documento per criticare il mark-up del 15% applicato dalla società; il giudice però richiede un'analisi fattuale e funzionale che giustifichi la scelta metodologica prima di sostituire la valutazione della parte.

  • Linee OCSE (richiamate in motivazione)

    Sono il riferimento tecnico di best practice per la selezione dei comparabili e l'analisi funzionale; il giudice valuta che l'Ufficio non abbia dimostrato adeguatamente che la scelta dei comparabili della società fosse in contrasto con tali principi.

Massime di principio

  • Se lo sconto è contrattuale e indicato in fattura (rilevante ai fini IVA), va in genere qualificato come sconto commerciale e rientra nel corrispettivo ai fini del transfer pricing; lo sconto è finanziario solo se applicato successivamente all'emissione della fattura o nella fase di pagamento/liquidazione.
  • Il possessore dell'onere probatorio è l'Amministrazione finanziaria: per rettifiche transfer pricing occorrono analisi funzionali dettagliate, comparabili adeguatamente documentati e motivazioni concrete per escludere o includere soggetti nel panel; mere affermazioni generiche non sono sufficienti.
  • La scelta del metodo (es. TNMM, cost-plus) e dell'indicatore (mediana, interquartile) deve essere giustificata sulla base delle caratteristiche delle transazioni, del settore e del profilo funzionale; benché la mediana sia spesso utilizzata, non è automatica la sostituzione senza prova di difetti di comparabilità.
  • Per i servizi infragruppo che potrebbero implicare asset immateriali/know-how, l'autorità deve dimostrare il nesso causale tra le attività svolte e il valore economico generato (e quindi l'idoneità a giustificare royalties significative); non basta l'asserzione di strategicità senza elementi probatori.
  • Mark-up e range di riferimento (es. indicazioni UE/OCSE) vanno considerati come parametri orientativi ma integrati da analisi fattuali specifiche; un mark-up che appare fuori range richiede una spiegazione dettagliata o evidenze di peculiari caratteristiche dell'attività.
  • La documentazione nazionale e contrattuale (es. contratti di distribuzione, fatture, specifiche attività svolte) quando completa e coerente può evitare sanzioni e costituire una solida base difensiva contro rettifiche transfer pricing.

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