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Sentenza

Sentenza n. 319/2026 - Catanzaro, Sezione 1

per l’ottemperanza al giudicato nascente dalla sentenza del Tribunale di Castrovillari n.1446/2023, pubblicata il 20/09/2023 e resa nel giudizio n. 3615/2022, con la quale il Tribunale Ordinario di Castrovillari, sez. Lavoro, ha riconosciuto il diritto del ricorrente ad usufruire del beneficio economico di € 500,00 annui, tramite l’assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente e condannato il MIM alla attribuzione in favore di parte ricorrente della c.d. carta docente per gli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, e dunque, per l’importo nominale di € 2.500,00, oltre interessi o rivalutazione.

Giustizia amministrativa202500150

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del giudicato derivante dalla sentenza del Tribunale ordinario di Castrovillari, relativa all’attribuzione della carta docente per cinque anni scolastici

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente scolastico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Castrovillari, sezione lavoro, che aveva riconosciuto il diritto al beneficio economico annuale di 500 euro mediante assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, per gli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, per complessivi 2.500 euro, oltre interessi o rivalutazione. Nel corso del giudizio il Ministero si è costituito e ha integralmente adempiuto all’obbligo successivamente alla proposizione del ricorso. Il ricorrente ha quindi dichiarato la sopravvenuta cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo integralmente soddisfatta la pretesa azionata per effetto dell’adempimento dell’Amministrazione intervenuto dopo la proposizione del giudizio. Ha tuttavia applicato il criterio della soccombenza virtuale, ponendo le spese a carico del Ministero poiché l’adempimento sopravvenuto ha reso necessario il ricorso. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 828 euro, oltre spese generali e accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    può essere dichiarata la cessazione della materia del contendere

    La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando, nel corso del giudizio, l’Amministrazione soddisfa integralmente la pretesa azionata, rendendo non più attuale l’interesse alla decisione di merito.

Massime di principio

  • Quando l’Amministrazione adempie integralmente alla pretesa del ricorrente dopo la proposizione del giudizio, il giudice amministrativo dichiara la cessazione della materia del contendere, non essendo più attuale l’interesse alla prosecuzione del processo.
  • L’adempimento sopravvenuto dell’Amministrazione non esclude la condanna alle spese: se il ricorso è divenuto necessario a causa dell’inerzia amministrativa, le spese possono essere poste a carico dell’Amministrazione sulla base della soccombenza virtuale.
  • Nel giudizio di ottemperanza relativo a un giudicato formatosi davanti al giudice ordinario, l’integrale esecuzione dell’obbligo durante il processo determina la cessazione della materia del contendere, ferma la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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