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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 367/2023 del 09/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto negativo di competenza e ha riconosciuto competente la Corte di appello di Bologna a decidere, quale giudice dell'esecuzione, sull'istanza presentata da Admir Ruci ex art. 671 cod. proc. pen., disponendo la trasmissione degli atti a quella Corte.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza negativo relativo alla determinazione del giudice competente a decidere sull'istanza di Admir Ruci ex art. 671 cod. proc. pen., volta ad ottenere la declaratoria di non esecutività dell'ordine di esecuzione relativo alla sentenza della Corte d'appello di Bologna del 26/05/2016 (irrevocabile il 31/01/2018). Il GUP di Padova sosteneva che, avendo la Corte d'appello di Bologna operato modifiche di natura sostanziale (rielaborazione della pronuncia di primo grado, con riforma per un coimputato riconoscendo l'attenuante dell'intervenuto risarcimento), la competenza in executivis dovesse spettare alla Corte d'appello di Bologna; la Corte di appello e il GUP avevano entrambi denegato la propria competenza, determinando il conflitto.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Norma tramite la quale la Corte di Cassazione risolve il conflitto negativo di competenza tra giudici ordinari; applicata per giudicare la controversia sulla competenza in esecuzione.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Prevede l'incidente di esecuzione volto, tra l'altro, ad ottenere la declaratoria di non esecutività di ordini di esecuzione: è lo strumento con cui Admir Ruci ha chiesto la non eseguibilità dell'ordine di esecuzione.

  • art. 665, comma 2, cod. proc. pen.

    Stabilisce i criteri per la competenza del giudice dell'esecuzione: il giudice di primo grado è competente quando la sentenza di appello confermi la decisione o la riformi limitatamente alla sola entità della pena; il giudice d'appello è competente quando la sentenza di secondo grado operi una rielaborazione sostanziale della pronuncia di primo grado.

  • Giurisprudenza richiamata (es. Sez. 1, n. 34578 del 12/07/2017 e altre)

    «un intervento che opera una elaborazione sostanziale della pronuncia del primo giudice, incidente soltanto in via indiretta sulla misura della pena»

    La giurisprudenza conferma il criterio che, se l'intervento del giudice d'appello rielabora sostanzialmente la decisione di primo grado (anche se l'effetto è sulla misura della pena in via indiretta), allora spetta al giudice d'appello la funzione di giudice dell'esecuzione.

Massime di principio

  • La competenza del giudice dell'esecuzione si determina in base alla natura delle modifiche apportate dalla sentenza di appello: se sono sostanziali (rielaborazione della pronuncia) la competenza spetta al giudice d'appello; se la modifica riguarda soltanto la quantificazione della pena, la competenza spetta al giudice di primo grado.
  • In caso di conflitto negativo di competenza tra giudici ordinari si applica l'art. 28 cod. proc. pen., con intervento della Corte di Cassazione per assegnare la competenza.
  • L'istanza ex art. 671 cod. proc. pen. va proposta al giudice competente secondo il criterio sopra indicato: verificare se la pronuncia d'appello ha avuto effetti sostanziali sulla decisione di primo grado.
  • La presenza di riforme che riconoscono circostanze o attenuanti per alcuni imputati può integrare una rielaborazione sostanziale della pronuncia, indirizzando la competenza al giudice d'appello anche se l'effetto immediato riguarda la pena.
  • Prima di proporre o resistere a un'istanza di non esecutività, è opportuno valutare con attenzione la portata sostanziale delle modifiche dell'ultima sentenza passata in giudicato per individuare correttamente il giudice competente.

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