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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25778/2022 del 05/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere (misura disposta dal GIP il 13/07/2021 e confermata dal Tribunale in data 04/08/2021) sostenendo la nullità della ordinanza genetica per omessa autonoma valutazione delle esigenze cautelari, dei gravi indizi di colpevolezza e degli elementi difensivi. In sostanza la difesa censurava che il GIP si sarebbe limitato a recepire acriticamente la richiesta del Pubblico Ministero e che il Tribunale del riesame non avrebbe colmato tale carenza, riproponendo le stesse ragioni del PM anziché svolgere una valutazione autonoma.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorrente non abbia assolto all'onere di indicare con precisione quali apprezzamenti di segno contrario sarebbero stati possibili se fosse stata svolta una valutazione autonoma, rendendo il motivo generico e inidoneo a fondare il gravame in Cassazione. La Corte ha inoltre ricordato che l'obbligo di autonoma motivazione previsto dall'art. 292 c.p.p. riguarda il giudice che emette l'ordinanza inaudita altera parte (GIP) e non il Tribunale del riesame chiamato a decidere su richiesta di riesame; quest'ultimo non è tenuto alla stessa forma di autonoma valutazione. La sentenza precisa altresì che il Tribunale aveva comunque motivato richiamando, tra l'altro, intercettazioni nelle quali un altro indagato indicava il coinvolgimento di Marfella. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende; la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti verso l'istituto penitenziario.

Norme richiamate

  • art. 292 cod. proc. pen.

    co. 1 e co. 2, lett. c), lett. e) e c-bis)

    La Corte ricorda che l'obbligo di autonoma valutazione dei gravi indizi e delle esigenze cautelari è richiesto al giudice che emette l'ordinanza inaudita altera parte (ordinanza genetica), mentre non è requisito di nullità per il provvedimento del Tribunale del riesame che decide sulla richiesta di riesame.

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina il riesame delle misure, qui richiamata quale titolo del procedimento di conferma dell'ordinanza cautelare da parte del Tribunale.

  • art. 606, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Norma che individua il vizio dedotto in cassazione (inosservanza di norme processuali) quale motivo del ricorso; la Corte rileva che il motivo è formulato in termini generici e non indica in che modo la violazione avrebbe inciso sulle conclusioni.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese in caso di ricorso infondato o manifestamente temerario; la Corte la applica per imporre la condanna alla Cassa delle ammende e alle spese processuali.

  • art. 94, comma 1-ter, cl. sp. att. cod. proc. pen.

    Norma che prevede l'inoltro dell'atto al direttore dell'istituto penitenziario per gli eventuali adempimenti; la Corte dispone la trasmissione del provvedimento.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 1, n. 333 del 28/11/2018, Esposito)

    Richiamata per il principio secondo cui chi deduce omessa autonoma valutazione deve indicare specificamente quali valutazioni difetterebbero e come ciò avrebbe potuto determinare decisioni diverse; il mancato assolvimento di tale onere rende il motivo generico e inammissibile.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 1, n. 8518 del 10/09/2020, Galletta)

    Richiamata per ribadire che l'ordinanza del tribunale del riesame non richiede, a pena di nullità, la stessa autonoma motivazione prevista per l'ordinanza genetica; si possono dedurre soltanto i vizi della motivazione o la sua assenza/apparenza.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in relazione al principio che può sussistere colpa nella proposizione dell'impugnazione; tale principio è invocato per giustificare la condanna alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nelle impugnative avverso provvedimenti de libertate il ricorrente in Cassazione che lamenta omissione di autonoma valutazione deve indicare con precisione quali valutazioni alternative sarebbero state possibili e in che modo avrebbero cambiato l'esito; mere affermazioni generiche sono inammissibili.
  • L'obbligo di autonoma motivazione previsto dall'art. 292 c.p.p. riguarda il giudice che emette l'ordinanza inaudita altera parte (GIP); il Tribunale del riesame che decide su istanza di riesame non è soggetto allo stesso vincolo formale e può limitarsi a rimuovere vizi o a motivare in ordine ai profili oggetto del riesame.
  • In sede di riesame possono essere contestati i vizi di motivazione ovvero la totale assenza o apparente contraddittorietà della motivazione; non ogni ripresa delle argomentazioni del PM equivale automaticamente a nullità se il giudice del riesame dà autonome ragioni a supporto della conferma.
  • Per rendere efficace il gravame in Cassazione contro misure cautelari è utile indicare elementi concreti e circostanziati (es. quali prove o dichiarazioni sarebbero state valutate diversamente) e, se possibile, documentare l'esistenza di apprezzamenti contrari che il giudice non avrebbe potuto compiere.
  • La Corte può sanzionare con condanna alla Cassa delle ammende e alle spese processuali le impugnazioni ritenute infondate o proposte con colpa, dunque è opportuno valutare la serietà delle doglianze prima di proporre ricorso in Cassazione.

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