Cassazione Penale, Sentenza n. 811/2025 del 09/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. per presunto errore di fatto/perceptivo nella sentenza della Corte di Cassazione del 7/12/2023 (rigetto del ricorso di Galizia contro la condanna della Corte d'assise d'appello di Catanzaro). Il ricorrente lamenta omissione o svista nella disamina di censure già svolte in appello e in cassazione, che avrebbero inciso sulla valutazione della prova e portato a errata affermazione di responsabilità oltre il ragionevole dubbio: contestazione della qualifica di doppia conforme invece che giudizio di tenuta ex art. 627 c.p.p.; mancata risposta in relazione al mancato rinvenimento di copiose tracce di polvere da sparo sul sedile dell'auto (la corte aveva attribuito la dispersione alle aperture dei finestrini); omissione di valutazione della compatibilità temporale tra il passaggio dell'auto e il tempo necessario per raggiungere il cimitero e compiere il duplice omicidio; omissione circa la ragionevolezza della ricostruzione secondo cui l'imputato sarebbe rimasto al bar per ulteriori venti minuti; mancata considerazione delle dichiarazioni del fioraio e del custode del cimitero ritenute decisive per escludere la responsabilità.
La decisione
Il ricorso straordinario è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il rimedio ex art. 625-bis sia applicabile solo a errori di fatto di natura percettiva o materiale che abbiano inciso in modo decisivo sulla decisione; le deduzioni contestate dalla difesa sono state considerate valutazioni di merito o sono risultate esaminate o comunque assorbite nella motivazione della Sezione Quinta. In particolare, la Corte ha ritenuto che la questione delle tracce da sparo fosse stata valutata con riferimento alla deposizione del consulente e all'apertura dei finestrini; la compatibilità temporale è stata esaminata con riferimento alle registrazioni video; le dichiarazioni del custode e del fioraio sono state valutate e ritenute non decisive. Conseguentemente il ricorso è respinto e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili, liquidate complessivamente in euro 5.000,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
Rimedio straordinario ammesso solo per errore di fatto di natura percettiva o materiale che abbia inciso in modo decisivo sulla decisione; non copre valutazioni di merito o omessi esami che siano in realtà assorbiti dalla motivazione complessiva.
Richiamato dalla difesa per sostenere che, in caso di giudizio di rinvio, il controllo dovrebbe essere improntato al concetto di tenuta della sentenza di rinvio; la Corte osserva il rilievo ma valuta le deduzioni come valutazioni di merito.
Norma richiamata per la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso.
art. 173 disposizioni attuative c.p.p.
Richiamato per i limiti della sintetica esposizione del motivo nel ricorso straordinario e per la motivazione nei limiti strettamente necessari.
Sezioni Unite, n. 16103/2002 (Basile)
Stabilisce i confini dell'errore di fatto ai fini dell'art. 625-bis: va inteso come svista o disattenzione percettiva, non come valutazione di merito.
Sez. U, n. 37505/2011 (Corsini)
Chiarisce che se la causa dell'errore è valutativa non è configurabile l'errore di fatto rimesso al 625-bis.
Sez. 1, n. 15422/2010 (Cillari)
Il ricorso straordinario non rileva omissioni che non avrebbero potuto incidere sulla decisione; occorre che l'errore fosse decisivo.
Sez. 1, n. 46981/2013 (Toscano)
Esclude sindacato sul merito di sentenze irrevocabili della Cassazione per carenza motivazionale quando le censure siano implicitamente incompatibili con la motivazione.
Sez. 2, n. 53657/2016 (Macrì)
Conferma la linea giurisprudenziale sui limiti dell'errore di fatto percettivo.
Sez. 6, n. 14296/2014 (Apicella)
Sottolinea che l'errore rilevante deve essere quello che ha determinato una diversa decisione, cioè un errore decisivo.
Massime di principio
- Il rimedio straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è molto limitato: è destinato soltanto agli errori di fatto di natura percettiva o materiale (svista, disattenzione) e non alle valutazioni di merito del giudice.
- Per configurare l'errore di fatto rilevante ai fini del 625-bis occorre provare che l'errore sia stato decisivo, ossia che senza di esso la decisione sarebbe stata diversa.
- L'omissione apparente di esame di un motivo non costituisce automaticamente errore di fatto quando il motivo sia incompatibile con la struttura logica della sentenza o sia in pratica assorbito da altra disamina motivazionale.
- Le dispute tecniche sulla valutazione di prove scientifiche (es. presenza o assenza di residui da sparo) sono, nella maggior parte dei casi, valutazioni tecniche che rientrano nella sfera del giudizio e non in quella dell'errore percettivo rimediabile con il ricorso straordinario.
- In casi simili, la strategia difensiva deve mirare a dimostrare non solo l'omissione o l'errore formale, ma anche l'effettiva incidenza decisiva di tale errore sulla decisione; altrimenti il ricorso sarà dichiarato inammissibile o rigettato e si incorrono nelle spese.
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