Ordinanza n. 182/2026 - Parma, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato e successivo provvedimento di conferma del diniego
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, con ricorso introduttivo e successivi motivi aggiunti, il provvedimento della Questura di Piacenza recante il rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato e il successivo provvedimento di conferma del diniego. La contestazione cautelare ha riguardato, in particolare, l’omessa o insufficiente valutazione dei legami familiari del ricorrente nel bilanciamento con le esigenze di tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dello Stato. Dal testo emerge che il ricorrente è padre di un figlio minorenne ed è seguito dai Servizi sociali nel rapporto con il minore.
La decisione
Il TAR ha ritenuto, nella sommaria delibazione propria della fase cautelare, sussistente il fumus boni iuris, poiché il provvedimento di conferma del diniego si è limitato ad affermare la prevalenza delle esigenze di ordine pubblico e sicurezza, senza valutare concretamente la consistenza dei legami familiari, né considerare adeguatamente la presenza di un figlio minorenne e il coinvolgimento dei Servizi sociali nel rapporto genitoriale. Il pericolo di un pregiudizio grave e irreparabile è stato ravvisato nell’allontanamento del ricorrente dal territorio nazionale. L’istanza cautelare è stata pertanto accolta e l’efficacia del provvedimento impugnato con i motivi aggiunti è stata sospesa. La discussione del merito è stata fissata per il 14 gennaio 2027; le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
Applicato quale fondamento della tutela cautelare richiesta; il giudice ha verificato sommariamente il fumus boni iuris e il pregiudizio grave e irreparabile.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- Nel procedimento di rinnovo o diniego del permesso di soggiorno, la valutazione delle esigenze di ordine pubblico e sicurezza non può esaurirsi in un’affermazione astratta di prevalenza, ma deve confrontarsi concretamente con la consistenza dei legami familiari dell’interessato.
- La presenza di un figlio minorenne e l’esistenza di un rapporto genitoriale seguito dai Servizi sociali costituiscono elementi rilevanti che l’amministrazione deve esaminare espressamente nel bilanciamento tra tutela dell’ordine pubblico e protezione della vita familiare.
- In sede cautelare, l’omessa valutazione concreta dei legami familiari può integrare il fumus boni iuris necessario alla sospensione dell’efficacia del diniego del titolo di soggiorno.
- Il rischio di allontanamento dal territorio nazionale, quale conseguenza del diniego del permesso di soggiorno, può integrare un pregiudizio grave e irreparabile ai fini della tutela cautelare.
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