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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17219/2026 del 13/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la decisione ex art. 599-bis c.p.p. che ha rideterminato la pena su accordo delle parti. Antonino Russo lamenta carenza, contraddittorieta e manifesta illogicita della motivazione in ordine all'entita della pena e la mancata considerazione del suo comportamento processuale. Alessandro Leone censura l'insufficienza motivazionale circa l'accoglimento dell'accordo e, soprattutto, la mancata revoca dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici a fronte della rideterminazione della pena principale non superiore a cinque anni; contesta altresi l'applicazione delle pene accessorie dell'interdizione legale e della sospensione della responsabilita genitoriale.

La decisione

Il ricorso di Antonino Russo e il primo motivo di Leone sono dichiarati inammissibili: la Cassazione conferma che i motivi relativi alla determinazione della pena nell'ambito del concordato in appello sono inammissibili salvo profili specifici attinenti alla formazione della volonta, al consenso del PM o a contenuto difforme della pronuncia. Russo e condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese delle parti civili. Quanto a Leone, la Cassazione accoglie il secondo motivo: la Corte territoriale ha errato nell'assumere come riferimento per le pene accessorie la pena complessiva risultante dopo gli aumenti per continuazione. Occorreva assumere la misura della pena base determinata per il reato piu grave (inferiore a cinque anni ma superiore a tre). Ne consegue che la interdizione perpetua dai pubblici uffici deve essere sostituita con interdizione temporanea e la Cassazione ridetermina essa nella misura legale di anni cinque; vengono inoltre cancellate l'interdizione legale e la sospensione dall'esercizio della potestà genitoriale, applicabili solo se la pena principale e non inferiore a cinque anni.

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Disciplina del concordato in appello: la Corte puo rideterminare la pena su accordo delle parti; i controlli di legittimita su decisioni ex art. 599-bis sono pero limitati a profili specifici relativi alla formazione della volonta delle parti, al consenso del PM o a difformita della pronuncia

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Norme che regolano i motivi di nullita o vizi di motivazione impugnabili in cassazione; utilizzate dai ricorrenti per contestare la motivazione della Corte territoriale

  • art. 81, secondo comma, cod. pen.

    Regola gli aumenti di pena per la continuazione; la Cassazione ricorda che gli aumenti per continuazione non devono essere assunti come base per la determinazione delle pene accessorie

  • art. 442 cod. proc. pen.

    Prevede la riduzione di un terzo della pena in caso di patteggiamento; la Corte l'ha applicata nella rideterminazione della pena principale

  • art. 32, terzo comma, cod. proc. pen.

    Stabilisce i presupposti per l'applicazione dell'interdizione legale e di altre misure accessorie con riferimento alla pena principale; la Corte ha richiamato che tali accessori sono applicabili solo se la pena detentiva principale e non inferiore a cinque anni

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Norma citata in ordine alle condizioni di proscioglimento e valutazioni del giudice; la Corte ricorda che l'assenza di valutazione di questioni rinunciate in sede di concordato non e sindacabile in cassazione

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di inammissibilita; applicata alla condanna di Russo

  • art. 620, comma 1, lett. i) e art. 621 cod. proc. pen.

    Fondano la possibilita di annullamento senza rinvio per errori di diritto sulla determinatezza di pene accessorie; la Corte ha annullato senza rinvio la parte relativa alle pene accessorie e ha rideterminato direttamente la durata dell'interdizione dai pubblici uffici

Massime di principio

  • In caso di concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p., i ricorsi per cassazione sono ammessi solo per vizi relativi alla formazione della volonta delle parti, al consenso del Pubblico ministero o a difformita di contenuto della pronuncia; contestazioni generiche sulla congruita della pena sono inammissibili
  • Per la determinazione delle pene accessorie (es. interdizione dai pubblici uffici, interdizione legale, sospensione della potestà genitoriale) occorre fare riferimento alla misura della pena base determinata per il reato piu grave, prima degli aumenti per continuazione; non alla pena complessiva risultante dopo gli aumenti
  • La interdizione perpetua dai pubblici uffici e applicabile solo quando la pena detentiva principale sia pari o superiore a cinque anni; se la pena base per il reato piu grave e inferiore a cinque anni la pena accessoria deve essere temporanea e calibrata sui limiti di legge
  • Errori di diritto relativi alle pene accessorie possono essere corretti dalla Cassazione con annullamento senza rinvio e rideterminazione diretta degli accessori quando la correzione non richiede nuovo esame dei fatti
  • Il ricorso in cassazione manifestamente inammissibile puo comportare la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, nei casi previsti, a sanzioni pecuniarie verso la Cassa delle ammende

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