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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17117/2024 del 24/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso in Cassazione contestava l'ordinanza del GIP del 04/10/2023 che non aveva convalidato l'arresto eseguito dalla polizia giudiziaria nei confronti di Benedetto Aufieri per i reati richiamati negli artt. 589-bis e 589-ter c.p. (omicidio stradale e connessa fattispecie aggravata). Il Procuratore riteneva che il GIP avesse motivato apoditticamente, limitandosi a dire che l'arresto facoltativo non era giustificato dalla gravità del fatto né dalla pericolosità dell'indagato, senza valutare ex ante la ragionevolezza e la legittimità dell'operato della polizia giudiziaria sulla base del verbale di arresto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha affermato che in sede di convalida l'esame del giudice deve essere un controllo di mera ragionevolezza ex ante sull'operato della polizia giudiziaria, ponendosi nella medesima situazione di chi ha operato l'arresto e valutando le ragioni riportate nel verbale. Ha censurato il GIP per aver svolto una valutazione di merito sui gravi indizi di colpevolezza invece del corretto sindacato sulla discrezionalità della P.G. Conclude che l'ordinanza è viziata e l'annulla senza rinvio limitatamente alla mancata convalida, statuendo che l'arresto è stato legittimamente eseguito.

Norme richiamate

  • art. 589-bis c.p.

    Norma che disciplina l'omicidio stradale; nel provvedimento è la fattispecie principale contestata e rilevante per valutare la gravità del fatto che giustificava l'arresto facoltativo

  • art. 589-ter c.p.

    Norma connessa alle circostanze aggravanti/particolari derivate dall'omicidio stradale; contribuisce a qualificare la gravità del fatto ai fini della discrezionalità della polizia giudiziaria

  • Cass. Sez. 3, n. 35304 del 11/05/2016

    Principio richiamato secondo cui il giudice della convalida deve verificare, con controllo di ragionevolezza e ponendosi nella situazione in cui ha operato la P.G., se sussistessero i requisiti per la privazione della libertà personale sulla base del verbale di arresto

  • Cass. Sez. 5, n. 1814 del 26/10/2015

    Richiama il limite del sindacato del giudice di convalida: non deve estendersi alla verifica dei presupposti per l'affermazione di responsabilità penale (merito)

  • Cass. Sez. 6, n. 700 del 03/12/2013

    Conferma che il giudice può sindacare l'attendibilità delle attestazioni della P.G., ma con gli standard e l'oggetto propri della sede di convalida, evitando argomentazioni tipiche della fase cautelare o di merito

  • Cass. Sez. 6, n. 12291 del 01/03/2016

    Richiamata dalla Corte per sostenere che, alla luce delle risultanze di causa e del principio di controllo di ragionevolezza, l'operato della polizia giudiziaria può essere ritenuto legittimo e giustificare l'annullamento senza rinvio dell'ordinanza impugnata

Massime di principio

  • In sede di convalida di arresto o fermo il giudice deve effettuare un controllo di mera ragionevolezza ex ante sull'operato della polizia giudiziaria, ponendosi nella stessa situazione in cui la P.G. ha agito e valutando gli elementi contenuti nel verbale di arresto
  • Il sindacato del giudice della convalida non deve trasformarsi in una valutazione di merito sui gravi indizi di colpevolezza: non si trattano qui i presupposti della responsabilità penale ma la legittimità dell'immediata compressione della libertà personale
  • La polizia giudiziaria, quando procede ad un arresto facoltativo, deve indicare le ragioni (gravità del fatto, pericolosità dell'indagato o contesto indifferibile) che hanno giustificato la misura; tali ragioni possono emergere dal verbale o dagli atti complementari e devono essere valutabili dal giudice
  • Se il GIP non fornisce motivazione adeguata o confonde il sindacato di legittimità con una valutazione di merito, la decisione è viziata e può essere annullata in Cassazione; tuttavia la Corte può, se del caso, annullare senza rinvio quando risulta già verificata la legittimità dell'operato della P.G.
  • Per la difesa: curare che il verbale di arresto documenti compiutamente le ragioni dell'intervento della P.G.; per il PM: segnalare in appello o ricorso la carenza motivazionale del giudice di convalida e richiamare i criteri giurisprudenziali sul controllo di ragionevolezza

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