Cassazione Penale, Ordinanza n. 24776/2025 del 07/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il difensore dell'imputato ha proposto un unico motivo di ricorso per cassazione deducendo l'inosservanza dell'art. 131-bis c.p. e il vizio di motivazione, lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha però ritenuto che la censura si risolvesse in una richiesta di diversa valutazione delle risultanze probatorie, non consentita in sede di legittimità, e che fosse inoltre aspecifica perché non si confrontava con la motivazione della sentenza impugnata e non evidenziava una manifesta illogicità del ragionamento decisorio.
Norme richiamate
La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è stata riconosciuta; la relativa doglianza è stata ritenuta inammissibile perché tendeva a rivalutare il merito e non si confrontava in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.
Massime di principio
- La deduzione della mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. non può tradursi in una mera sollecitazione a una diversa valutazione del fatto o delle prove, poiché tale rivalutazione è preclusa in cassazione.
- La censura relativa alla particolare tenuità del fatto è inammissibile se non si confronta puntualmente con la motivazione della decisione impugnata e non evidenzia specifici profili di manifesta illogicità.
- In sede di legittimità, il vizio di motivazione deve essere denunciato in modo specifico e non può consistere in affermazioni generiche o meramente dissenzienti rispetto al giudizio di merito.
Come è indicizzato
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