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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 867/2023 del 12/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del GIP che aveva rigettato de plano l'opposizione proposta avverso il decreto del pubblico ministero di rigetto della richiesta di restituzione di cose sottoposte a sequestro probatorio (reato di abusivismo finanziario). Denunciano la violazione degli artt. 127, co.1 e 5, e 263, co.5, c.p.p. per omessa fissazione dell'udienza camerale e per la mancata garanzia del contraddittorio; in subordine lamentano violazione dell'art. 355 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendo fondato il primo motivo: il procedimento di opposizione alla decisione del PM sulla restituzione delle cose deve svolgersi in camera di consiglio nel rispetto del principio del contraddittorio; la decisione del GIP assunta de plano, senza fissazione dell'udienza camerale e senza contraddittorio, integra nullità. Questa nullità è deducibile in Cassazione; pertanto l'ordinanza impugnata è annullata senza rinvio e gli atti sono trasmessi al Tribunale di Rimini per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 127 c.p.p.

    co. 1, 5 e comma 9 (menzionato)

    Il giudizio sulle opposizioni in camera di consiglio deve rispettare il contraddittorio; la mancata osservanza (decisione de plano) determina nullità salvo che l'opposizione sia originariamente inammissibile, fattispecie che può essere dichiarata con ordinanza senza formalità

  • art. 263 c.p.p.

    Prevede la procedura per l'opposizione all'atto del giudice per le indagini preliminari; la giurisprudenza ammette il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del GIP resa ai sensi di questo comma

  • art. 265 c.p.p.

    Regola l'opposizione al decreto del pubblico ministero che dispone la restituzione o il rigetto della richiesta di restituzione delle cose sequestrate; tale opposizione deve essere trattata secondo le norme dell'art. 127

  • art. 355 c.p.p.

    Richiamato dai ricorrenti come ulteriore motivo di impugnazione; la Corte ha ritenuto assorbite le doglianze diverse dalla violazione del contraddittorio, dando rilievo primario alla disciplina dell'art. 127 e all'obbligo di camera di consiglio

Massime di principio

  • L'opposizione al provvedimento del pubblico ministero sulla restituzione di cose sequestrate deve essere decisa in camera di consiglio con rispetto del contraddittorio; la decisione de plano senza udienza camerale è nulla.
  • La nullità per violazione del contraddittorio è deducibile in Cassazione anche se l'art. 263 c.p.p. non elenca espressamente il ricorso per cassazione tra i rimedi; la giurisprudenza ha ammesso tale sindacato.
  • Eccezione: se l'opposizione è manifestamente inammissibile per carenza di legittimazione o altro vizio originario, il giudice può dichiararla inammissibile con ordinanza senza formalità, giustificando una decisione de plano.
  • Se la decisione del GIP è annullata per violazione procedurale, la Cassazione può ordinare la trasmissione degli atti al giudice di merito per il nuovo corso del procedimento affinché venga rispettata la procedura prevista (fissazione dell'udienza camerale e contraddittorio).
  • In situazioni analoghe il difensore deve sollevare tempestivamente la nullità per mancato contraddittorio e può prospettare ricorso in Cassazione qualora il giudice abbia deciso de plano.

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