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Sentenza

Sentenza del 27/10/2020 n. 23505 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Controversia relativa all'imposizione dell'Imposta di Registro su operazioni consistite nella costituzione di una società di capitali mediante conferimento di beni immobili gravati da mutuo ipotecario e nella successiva cessione della partecipazione sociale. L'Ufficio aveva rideterminato la base imponibile "al lordo delle passività", ritenendo che l'accensione del mutuo da parte del futuro venditore, il conferimento dei beni in una società e la successiva vendita delle quote fossero negozi intrinsecamente collegati finalizzati a trasferire beni di valore artificiosamente diminuito e quindi idonei ad eludere il carico fiscale. In primo grado la CTP aveva annullato l'avviso di liquidazione; la CTR ha invece accolto l'appello dell'Agenzia confermando la legittimità dell'operato dell'Ufficio. I contribuenti hanno proposto ricorso per Cassazione.

La decisione

Il giudizio di Cassazione è stato dichiarato estinto per intervenuta definizione del carico tributario (integrale pagamento rateizzato e/o definizione agevolata a seguito di nuova normativa). La Corte ha disposto l'estinzione del giudizio con integrale compensazione delle spese processuali e ha escluso la sanzione del raddoppio del contributo unificato prevista dal D.P.R. n.115/2002, art.13 comma 1‑quater, in considerazione dell'esito della definizione.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1‑quater

    menzionato nel testo in relazione al raddoppio del contributo unificato

    La Corte rileva che, dato l'esito estintivo per definizione agevolata, non sussistono presupposti per applicare il raddoppio del contributo unificato richiamato dall'art.13 comma 1‑quater.

  • Normativa sulla definizione agevolata (nuova normativa non specificata nel testo)

    L'intervenuta normativa che consente la definizione agevolata del carico tributario ha determinato la definizione della lite e, conseguentemente, l'estinzione del giudizio.

  • Precedente giurisprudenziale: Cass. n. 19560 del 2015 (citata)

    Richiamata a supporto del principio secondo cui, in caso di definizione/sopravvenuta normativa, non si impone il raddoppio del contributo unificato.

Massime di principio

  • Se il contribuente definisce integralmente il carico tributario (anche mediante rateizzazione o benefici di definizione agevolata) mentre il giudizio di legittimità è pendente, la Corte può dichiarare estinto il giudizio; in tal caso le spese sono di regola compensate.
  • L'intervenuta normativa che consente la definizione agevolata dei debiti tributari può determinare l'estinzione del processo anche se il merito della controversia non è stato deciso in sede di legittimità.
  • Quando l'estinzione è dovuta a definizione agevolata sopravvenuta, non sussistono normalmente i presupposti per misure punitive/accessorie processuali (es. raddoppio del contributo unificato).
  • Sostanzialmente distinta è la valutazione sul merito: l'Amministrazione finanziaria può rideterminare la base imponibile 'al lordo delle passività' quando sussista un collegamento strutturale e funzionale tra accensione del mutuo, conferimento di beni in una società e successiva cessione delle quote volto a trasferire beni con valore artificiosamente ridotto (ricostruzione del negozio unico/elusivo).
  • Per difendersi efficacemente in controversie simili, il contribuente dovrebbe documentare l'assenza di un vincolo funzionale e la legittimità economica degli atti (motivazioni della stipula del mutuo, utilizzo dei proventi, autonomia delle operazioni), oltre a valutare tempestivamente l'eventuale accesso a misure di definizione agevolata quando previste.

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