Cassazione Penale, Sentenza n. 12476/2024 del 27/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro che aveva riformato la decisione di primo grado e assolto Di Bona dal reato di detenzione e porto di arma comune da sparo. Il ricorso deduceva vizio di motivazione: la Corte d'Appello avrebbe basato la decisione su copie in bianco e nero dei fotogrammi invece di visionare foto originali a colori o il filmato, e avrebbe trascurato le dichiarazioni dei testi (Costabile e Cosco) che avrebbero riconosciuto l'oggetto come una pistola.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale. Ha ritenuto che la valutazione probatoria della Corte d'Appello non fosse manifestamente illogica: i fotogrammi visionati risultavano poco nitidi e non consentivano di affermare con certezza che l'oggetto appoggiato sul muretto fosse una pistola; la difesa ha proposto un'ipotesi alternativa plausibile (si trattava di un telefono cellulare). Le deposizioni dei testi non hanno sufficiente forza per prevalere sull'incertezza oggettiva delle immagini e non possono sostituirsi al convincimento del collegio. Inoltre la stampa dei fotogrammi è prassi volta a migliorare la nitidezza, perciò la mancata visione dell'originale non è di per sé decisiva. In presenza di un'ipotesi alternativa ragionevole e di dubbio sulla prova, si applica la regola di giudizio richiamata (art. 533 c.p.p.), con conseguente rigetto del ricorso.
Norme richiamate
Il principio invocato indica che di fronte a un dubbio ragionevole sulla effettiva consistenza della prova l'accertamento favorevole all'imputato deve prevalere; la Corte ha ritenuto applicabile tale regola dato che è emersa una plausibile ipotesi alternativa all'accusa
Massime di principio
- Quando le prove fotografiche o video sono di scarsa nitidezza, il giudice deve valutare se esistono ipotesi alternative ragionevoli; in presenza di tali ipotesi il dubbio giova all'imputato.
- Le dichiarazioni testimoniali non possono automaticamente prevalere sull'assenza di chiarezza di prove oggettive; la loro attendibilità va valutata nel contesto e non sostituisce la mancanza di evidenza visiva certa.
- La stampa o la riproduzione in bianco e nero di fotogrammi non rende di per sé invalida la prova; spetta al giudice apprezzare la qualità e la significatività delle immagini nel loro complesso.
- L'onere della prova resta in capo all'accusa: se l'elemento essenziale dell'imputazione (qui, la detenzione/porto di arma) non è provato oltre ogni ragionevole dubbio, il giudice deve assolvere.
- Il controllo della Corte di Cassazione sugli accertamenti di merito è limitato: rigetta i ricorsi quando la motivazione di merito non risulta manifestamente illogica o contraddittoria.
- In situazioni analoghe è utile per la parte che contesta la ricostruzione mostrare e argomentare ipotesi alternative concrete e ragionevoli per creare il dubbio necessario all'esito favorevole all'imputato.
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