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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 903/2023 del 13/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che dichiarava inammissibile l'istanza di riesame perché l'atto di impugnazione era stato trasmesso via PEC ad un indirizzo diverso da quello ufficialmente indicato dal Direttore generale dei Sistemi informatici e automatizzati (l'indirizzo corretto indicato era "depositoattipenali.tribunale.milano"). I difensori hanno contestato l'inammissibilità sostenendo che l'istanza era stata depositata in forma cartacea presso la Cancelleria del Tribunale di Lodi (art. 582 c.p.p.) e che la trasmissione PEC fosse stata una mera comunicazione anticipatoria; hanno inoltre rilevato che il Tribunale di Milano aveva fissato udienza per la stessa istanza, senza revocare la precedente ordinanza.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché l'atto era stato inviato a un indirizzo PEC diverso da quello espressamente indicato dal provvedimento del Direttore generale (ai sensi dell'art. 24 d.l. 28/10/2020, n.137, convertito). Ha ritenuto irrilevante la fissazione dell'udienza da parte del Tribunale di Milano e ha osservato che il ricorrente non ha fornito prove precise circa il momento in cui il fascicolo è pervenuto al Tribunale di Milano per valutare la tempestività. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 alla Cassa delle Ammende; è disposta la trasmissione del provvedimento alla direzione dell'istituto penitenziario per gli adempimenti previsti.

Norme richiamate

  • D.L. 28 ottobre 2020, n.137, convertito con L. 18 dicembre 2020, n.176, art.24 comma 4

    "Per tutti gli atti, documenti e istanze comunque denominati diversi da quelli indicati nei commi 1 e 2, fino al 31 luglio 2021, è consentito il deposito con valore legale mediante invio dall'indirizzo di posta elettronica certificata inserito nel Registro generale degli indirizzi certificati... Il deposito ... deve essere effettuato presso gli indirizzi PEC degli uffici giudiziari destinatari ed indicati in apposito provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati..."

    Stabilisce il regime transitorio del deposito telematico e che il deposito via PEC vale solo se inviato agli indirizzi ufficiali indicati dal Direttore generale; il mancato invio all'indirizzo specificato rende l'atto inammissibile se si tratta di impugnazione

  • D.L. 28 ottobre 2020, n.137, art.24 comma 6-sexies

    "...l'impugnazione è altresì inammissibile ... e) quando l'atto è trasmesso a un indirizzo di posta elettronica certificata diverso da quello indicato per l'ufficio che ha emesso il provvedimento impugnato dal provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati di cui al comma 4"

    Prevede specificamente l'inammissibilità dell'impugnazione trasmessa a un indirizzo PEC diverso da quello ufficiale indicato per l'ufficio che ha emesso il provvedimento

  • Codice di procedura penale, art.582

    Regola il deposito dell'istanza di riesame (anche in forma cartacea) e viene richiamato dal ricorrente per sostenere la validità del deposito presso la cancelleria; la Corte richiede però che, se si invoca il deposito telematico, esso sia effettuato correttamente all'indirizzo ufficiale

  • Codice di procedura penale, art.309 comma 7

    Richiamato per l'indicazione degli indirizzi PEC degli uffici giudiziari cui devono essere inviati gli atti

  • Codice di procedura penale, artt. 581, 582 e 583 e art.591

    Norme richiamate in relazione alle modalità di proposizione delle impugnazioni e agli effetti del deposito telematico; la Corte rileva la prevalenza delle disposizioni emergenti dal d.l. 137/2020 ove applicabili

  • Codice di procedura penale, art.616

    Prevede la condanna alle spese nel provvedimento che dichiara inammissibile il ricorso

  • Disposizioni di esecuzione del codice di procedura penale, art.94 comma 1-bis e 1-ter

    Norme relative agli adempimenti da compiere nei confronti del detenuto dopo provvedimenti che non comportano remissione in libertà; il provvedimento deve essere trasmesso alla direzione dell'istituto penitenziario

  • Decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n.44, art.7

    Riferimento tecnico al Registro generale degli indirizzi certificati e alle modalità di indicazione degli indirizzi PEC degli uffici giudiziari

Massime di principio

  • Se si deposita un'impugnazione telematicamente, l'invio deve essere effettuato esclusivamente all'indirizzo PEC espressamente indicato dal provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi: l'invio a diverso indirizzo comporta inammissibilità.
  • La mera fissazione di udienza da parte dell'ufficio destinatario non sanifica un deposito telematico inviato all'indirizzo sbagliato: la correttezza formale della trasmissione rimane requisito sostanziale.
  • Se si è proceduto anche a deposito cartaceo (es. art.582 c.p.p.), è importante produrre prove documentali precise (ricevute di deposito, attestazioni di ricezione, data di arrivo del fascicolo) per dimostrare tempestività e corretto inoltro tra uffici.
  • In presenza di incertezza sull'indirizzo PEC ufficiale è prudente verificarlo sul portale dei servizi telematici o tramite il provvedimento del Direttore generale e, ove possibile, inviare l'atto anche con modalità alternative documentabili (deposito in cancelleria), conservando tutte le ricevute.
  • L'inammissibilità per vizi formali può comportare condanne alle spese e, in presenza di colpa, sanzioni alla Cassa delle Ammende: va dunque curata la forma e la corretta destinazione degli atti.

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