Cassazione Penale, Sentenza n. 12775/2023 del 27/03/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Milano del 17/10/2022 lamentando la violazione degli artt. 161 e 171 cod. proc. pen. per avere la notificazione del decreto di citazione a giudizio d'appello avuto luogo presso il difensore d'ufficio, ritenuto domiciliatario, mentre dagli atti risultava che entrambi avevano dichiarato o eletto domicilio presso l'abitazione di Bernareggio, via Garibaldi n. 19. Denunciano pertanto l'omessa notifica della vocatio in iudicium e la nullità della sentenza impugnata ai sensi degli artt. 178 e 179 cod. proc. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati, constatando che la notifica del decreto di citazione per l'appello effettuata al difensore d'ufficio in veste di domiciliatario era viziata da nullità assoluta e insanabile, poiché ha impedito agli imputati sia la conoscenza della celebrazione dell'appello sia la partecipazione al processo. La partecipazione del difensore d'ufficio al giudizio senza eccezioni non ha sanato il vizio. La Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'appello di Milano.
Norme richiamate
Regola la determinazione e l'indicazione del domicilio e della residenza per le notificazioni. La Corte ha rilevato che il domicilio eletto dagli imputati negli atti di identificazione prevale rispetto alla notifica effettuata presso il difensore d'ufficio.
Disciplina le notificazioni presso il difensore. La Corte ha interpretato che la notificazione al difensore d'ufficio non può sostituire automaticamente quella diretta all'imputato quando quest'ultimo abbia dichiarato o eletto un diverso domicilio.
Prevede la nullità della notificazione ove omessa. La Corte ha ritenuto applicabile la nullità per l'omessa vocatio in iudicium quando l'atto non è pervenuto all'imputato.
Stabilisce la nullità assoluta e insanabile per le notificazioni difformi che risultino inidonee a determinare la conoscenza effettiva dell'atto. La Corte ha ritenuto che tale nullità ricorra nel caso di notifica al difensore d'ufficio non coincidente con il domicilio eletto dall'imputato.
Massime di principio
- La notificazione dell'atto processuale deve essere effettuata preferibilmente presso il domicilio dichiarato o eletto dall'imputato; la notificazione al difensore d'ufficio non sostituisce automaticamente quella personale.
- Se la notifica è eseguita in forma diversa da quella prescritta e risulta inidonea a determinare la conoscenza effettiva dell'atto da parte dell'imputato, si configura una nullità assoluta e insanabile ai sensi dell'art. 179 c.p.p.
- La partecipazione del difensore d'ufficio al giudizio e la sua mancata eccezione non sanano la nullità della notificazione quando l'imputato non abbia effettiva conoscenza dell'atto.
- È essenziale che le autorità verifichino e rispettino il domicilio dichiarato dall'imputato al momento dell'identificazione; eventuali trasferimenti o indicazioni contrastanti devono essere chiariti e formalizzati per evitare vizî di notifica.
- In situazioni analoghe, il rimedio praticabile è il ricorso per nullità della sentenza impugnata e, se accolto, l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio.
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