Cassazione Penale, Sentenza n. 17499/2026 del 14/05/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Milano che aveva rigettato la richiesta di riesame proposta da Maisano avverso l'ordinanza del GIP che aveva disposto la custodia cautelare in carcere per i reati di tentato omicidio e detenzione/porto di arma comune da sparo. La difesa deduceva violazione di legge e motivazione apparente con cinque motivi: (1) mancata prova della 'univocità' della condotta diretta a causare la morte, mancanza di elementi sulla traiettoria e distanza dei colpi; (2) esistenza di ipotesi alternative compatibili con una finalità intimidatoria (es. fuga dell'indagato, reazione del buttafuori); (3) assenza di elementi idonei a dimostrare il dolo omicidiario (direzione dei colpi, reiterazione, distanza); (4) travisamento del fatto per incompatibilità dell'ogiva rinvenuta con l'arma in uso al ricorrente (quindi dubbio sull'attribuibilità dei colpi); (5) errata esclusione della configurabilità della mera intimidazione armata. In sostanza si contestava che gli elementi raccolti non fossero sufficienti a fondare gravi indizi di tentato omicidio e che vi fossero profili di incertezza e alternativa interpretativa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. La Corte ha ritenuto i motivi infondati, confermando la valutazione del Tribunale del riesame e del GIP: i plurimi elementi probatori (deposizioni della persona offesa e di testimoni, video e audio, rinvenimento di bossoli e ogiva, foro di entrata nel veicolo ad altezza d'uomo) fondano gravi indizi di colpevolezza per tentato omicidio. La Corte ha applicato i principi giurisprudenziali sull'idoneità e sull'univocità degli atti (valutazione ex ante della condotta rispetto alla situazione prevedibile dall'agente) e ha ritenuto configurabile il dolo alternativo, purché sussista la coscienza e volontà di porre in essere una condotta idonea a provocare, con alto grado di probabilità, la morte della persona offesa. Ha altresì escluso che elementi quali possibile ubriachezza o l'assenza di una perizia balistica impediscano, allo stato, di configurare il tentato omicidio. La sentenza dispone inoltre gli adempimenti di cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
citati nel ricorso per cassazione
Gli artt. richiamati riguardano il concorso di reati e la fattispecie di omicidio; la Corte valuta la configurabilità del tentativo di omicidio in relazione alla 'univocità' e all'idoneità degli atti a produrre l'evento morte
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
richiamato per la limitazione dei motivi in cassazione
Il ricorso per cassazione in materia di misure cautelari è soggetto ai limiti di cui all'art. 173 disp. att.; la Corte può verificare l'adeguatezza della motivazione ma non rinnovare il libero apprezzamento delle prove
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
menzionato nella parte finale della decisione
Predisposizioni procedurali di cancelleria conseguenti alla decisione di rigetto del ricorso
Giurisprudenza di riferimento (Sezioni Unite n.11 del 22/03/2000 e altre pronunce di questa Corte)
Sez. U, n. 11 del 22/03/2000, Rv. 215828-01 e altre sentenze richiamate
Principio secondo cui la Corte di legittimità, nel vagliare ricorsi contro ordinanze di riesame su gravità indiziaria, deve limitarsi a verificare l'adeguatezza delle ragioni date dal giudice di merito ai canoni della logica e dei principi di diritto; vengono altresì richiamati i criteri giurisprudenziali sull'idoneità e sull'univocità degli atti per il tentativo e sulla figura del dolo alternativo
Massime di principio
- Per la configurabilità del tentato omicidio nei provvedimenti cautelari è sufficiente che, sulla base di una valutazione ex ante, gli atti compiuti siano idonei e univocamente diretti a causare la morte della persona offesa, valutazione che può fondarsi su elementi indiziari pluriormai (testimonianze, video/audio, reperti balistici anche preliminari).
- La mancata perizia balistica non esclude automaticamente l'uso probatorio degli elementi oggettivi e delle testimonianze: se esistono riscontri convergenti (foro su veicolo ad altezza d'uomo, rinvenimento di bossoli, concordanza testimoniale, registrazioni audio/video) possono sussistere gravi indizi.
- La possibilità di ipotesi alternative (intimidazione vs. volontà omicidiaria) non è sufficiente a escludere la misura cautelare quando la valutazione ex ante delle modalità (numero di colpi, direzione verso volto/corpo, distanza ravvicinata per parte dei colpi, reiterazione) renda altamente probabile l'evento lesivo o mortale.
- La condizione psicofisica dell'indagato (ubriachezza, possibile shock) può essere considerata ma non opera in automatico come esimente della volontà omicidiaria: occorre valutare se tali condizioni escludano la capacità di intendere e volere o la coscienza dell'azione, fattispecie che richiedono elementi probatori specifici.
- In sede di Cassazione il controllo è limitato alla verifica della congruità e logicità della motivazione del giudice di merito; la Corte non procede a un nuovo apprezzamento del materiale probatorio ma verifica che le ragioni addotte rispettino i principi di diritto e i canoni logici.
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