Cassazione Civile, Ordinanza n. 34142/2024 del 23/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (condominio)
La controversia
La controversia nasce da un decreto ingiuntivo ottenuto da una società nei confronti di un condominio per un credito non meglio specificato nel testo. Il condominio propose opposizione tardiva deducendo di non avere avuto tempestiva conoscenza del decreto perché la notifica sarebbe stata irregolare: l’atto era stato indirizzato al condominio senza indicazione nominativa dell’amministratore, recapitato presso un indirizzo non corrispondente alla sede del nuovo amministratore e, secondo la società, comunque conosciuto quale recapito del precedente amministratore e idoneo a ricevere gli avvisi postali. La Corte d’appello accolse l’opposizione e revocò il decreto, ritenendo che la notificazione non fosse idonea a far decorrere il termine e che mancasse prova di una tempestiva conoscenza dell’ingiunzione da parte del condominio. La società ricorse per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione dell’art. 650 c.p.c. e vizio di motivazione ex art. 360, nn. 3 e 5, c.p.c.: sosteneva che il giudice d’appello avesse errato nel ritenere rilevante la mancata comunicazione del cambio di amministratore e di sede, nel trascurare che la notifica era stata effettuata all’indirizzo già conosciuto e utilizzato per i precedenti atti, e nel porre a suo carico le conseguenze della pretesa irregolarità della notificazione e della mancata prova della conoscenza effettiva anteriore del decreto.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il motivo si limitasse a riproporre le stesse argomentazioni già respinte nei gradi di merito, senza confrontarsi con la ratio decidendi della sentenza impugnata, e quindi integrasse un "non motivo" ai sensi dell’art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c. Inoltre ha osservato che, sotto il profilo del vizio di legge, la ricorrente non aveva indicato specificamente quali affermazioni in diritto della sentenza d’appello fossero in contrasto con le norme invocate; sotto il profilo del vizio motivazionale, la censura era generica e non rispettava gli oneri di allegazione richiesti dall’art. 360, n. 5, c.p.c. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna della ricorrente alle spese del giudizio di legittimità e applicazione dell’ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
L’opposizione tardiva a decreto ingiuntivo richiede la dimostrazione della mancata tempestiva conoscenza del decreto per irregolarità della notificazione oppure per caso fortuito o forza maggiore.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
Il ricorso per violazione di legge deve indicare specificamente la regola di diritto applicata dal giudice di merito e la sua asserita erroneità; non basta riproporre la propria diversa lettura dei fatti o chiedere la conferma della decisione di primo grado.
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
Il vizio motivazionale richiede un onere di allegazione specifico; la censura non può essere generica e deve indicare il fatto decisivo omesso, il dato extratestuale da cui risulta e il momento della sua deduzione nel processo.
art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c.
Il motivo di ricorso deve contenere una critica argomentata alla decisione impugnata; la mera riproposizione delle difese di merito, senza confronto con la motivazione della sentenza, è inammissibile come "non motivo".
art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c.
La Corte ribadisce che non è il solo esito della decisione a integrare il vizio, ma l’impostazione giuridica seguita dal giudice nel selezionare e interpretare le norme applicabili.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
La declaratoria di inammissibilità comporta l’obbligo di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove ne ricorrano i presupposti processuali.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione il motivo è inammissibile quando si risolve nella mera riproposizione delle difese già respinte nei gradi di merito, senza specifico confronto con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
- Il ricorso per violazione di legge deve indicare con precisione quale regola giuridica sia stata applicata erroneamente e in che termini la sentenza impugnata si ponga in contrasto con essa; non è sufficiente prospettare una diversa ricostruzione dei fatti o chiedere la conferma della decisione di primo grado.
- Il vizio ex art. 360, n. 5, c.p.c. richiede un’allegazione puntuale del fatto decisivo omesso e dei dati processuali che ne attestano la discussione; una doglianza generica non consente il controllo di legittimità.
- Ai fini dell’opposizione tardiva a decreto ingiuntivo, l’opponente deve dimostrare non solo l’irregolarità della notificazione, ma anche che tale irregolarità gli abbia impedito la tempestiva conoscenza del provvedimento e quindi la proposizione dell’opposizione nei termini.
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