Cassazione Penale, Sentenza n. 47259/2024 del 20/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Istanza ex art. 671 cod. proc. pen. per il riconoscimento della continuazione fra due sentenze di condanna: a) Corte di Appello di Caltanissetta 14/07/2016 (irrev. 13/09/2017) per partecipazione a associazione di stampo mafioso e reati estorsivi; b) Corte di Appello di Caltanissetta 22/06/2023 (irrev. 08/05/2024) emessa ai sensi dell'art. 599-bis cod. proc. pen. per partecipazione a associazione di stampo mafioso e delitti di estorsione commessi nel periodo 2017-2019. Il ricorrente sosteneva l'unicità del disegno criminoso e la continuità associativa nonostante l'intervallo temporale e la detenzione, mentre il giudice dell'esecuzione aveva rigettato l'istanza ritenendo rilevante l'ampio iato temporale e la diversa composizione della compagine criminale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al giudice dell'esecuzione. La Cassazione ha rilevato carenze motivazionali della Corte territoriale: essa si era limitata a sottolineare il gap temporale e la diversa composizione del sodalizio senza effettuare la necessaria specifica indagine sulla natura dei vari sodalizi, sulla loro operatività e sulla continuità nel tempo. La Suprema Corte ha censurato il mancato esame di elementi probatori indicati dalla difesa (contatti con terzi rilevanti, attività diretta e direttive impartite durante la detenzione, riorganizzazione familiare del clan) e ha disposto il rinvio affinché il giudice dell'esecuzione approfondisca le questioni di merito, compulsando le sentenze irrevocabili e motivando compiutamente sulla sussistenza o meno dell'unicità del disegno criminoso.
Norme richiamate
Norma che disciplina l'istanza di riconoscimento della continuazione; la Corte richiede un controllo specifico e motivato sulla sussistenza dei requisiti della continuazione tra sentenze irrevocabili.
Riferimento alla fattispecie di associazione di stampo mafioso; la valutazione della continuazione richiede un esame della natura e della continuità dei sodalizi mafiosi coinvolti.
Richiamato come riferimento formale della seconda pronuncia; utilizzato nel contesto per identificare la natura e il periodo della seconda condanna.
Principi sulla motivazione degli atti giudiziari; la Cassazione ha rilevato che il giudice dell'esecuzione non ha adeguatamente motivato l'esclusione della continuazione rispetto agli elementi concreti rappresentati.
art. 606 cod. proc. pen. (lett. b), d), e))
Criteri di censura in sede di cassazione (vizi di motivazione, contraddittorietà, illogicità); la Corte ha ritenuto fondati rilievi connessi alla carenza motivazionale e alla mancata adeguata considerazione degli elementi probatori.
Massime di principio
- Il mero iato temporale tra condotte non esclude automaticamente la continuazione: va valutato insieme ad altri elementi (periodi di detenzione, mantenimento di contatti, ripresa delle attività criminoso dopo la carcerazione).
- Il cambiamento di componenti di un sodalizio o la variazione dei ruoli interni non esclude la continuità del progetto criminoso: le riorganizzazioni a seguito di arresti o decessi sono fenomeni frequenti e vanno motivatamente valutati.
- Per riconoscere o escludere la continuazione tra reati associativi è necessaria un'istruttoria specifica sulla natura dei diversi sodalizi, sulla loro operatività e sulla continuità nel tempo, per accertare l'unicità del momento deliberativo o la sua ripresa.
- Elementi quali comunicazioni o direttive impartite durante la detenzione, contatti con soggetti rimasti in libertà e comportamenti post-detenzione sono indici rilevanti della persistenza del vincolo associativo e devono essere esaminati dal giudice.
- Il giudice che esclude la continuazione deve motivare con precisione perché gli indizi prodotti (contiguità territoriale, identità parziale dei componenti, modus operandi, periodi di detenzione) non siano idonei a dimostrare l'unicità del disegno criminoso.
- In caso di dubbio o di motivazione insufficiente, la Cassazione può annullare con rinvio per consentire al giudice dell'esecuzione un riesame motivato e completo della questione.
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