Cassazione Penale, Sentenza n. 24223/2022 del 23/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso verteva sul diniego opposto dalla Direzione della Casa circondariale di L'Aquila alla richiesta del detenuto di conservare cibi freschi e congelati nel frigorifero in dotazione della sezione. Il Tribunale di sorveglianza aveva accolto il reclamo del detenuto ritenendo che le borse termiche con mattonelle refrigeranti (durata circa 8 ore) fossero insufficienti a garantire la conservazione per i giorni necessari prima della cottura, e perciò aveva autorizzato l'uso del frigorifero di sezione con modalità da definire dalla Direzione. Il Ministero ha impugnato sostenendo che non sussiste un diritto all'uso del frigorifero, che le modalità organizzative spettano all'Amministrazione penitenziaria e che l'uso delle tavolette refrigeranti e la possibilità di sostituzione avrebbero evitato ogni pregiudizio al diritto alla sana alimentazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero, ritenendo che il ricorso giurisdizionale è esperibile solo quando sussista un pregiudizio concreto e attuale a una posizione di diritto del detenuto. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di merito non abbia valutato adeguatamente la possibilità, a disposizione dell'Amministrazione, di sostituire tempestivamente le tavolette refrigeranti dal congelatore di reparto in modo da mantenere la refrigerazione necessaria, e che l'ordinanza impugnata illegittimamente interveniva sulle modalità organizzative proprie dell'Amministrazione. Per tali ragioni la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza e quella del Magistrato di sorveglianza che aveva accolto il reclamo del detenuto.
Norme richiamate
Richiamato in relazione ai principi generali dell'ordinamento penitenziario; utilizzato dal ricorrente e dal giudice per valutare limiti alla detenzione e compiti dell'Amministrazione
Disciplina il reclamo giurisdizionale del detenuto; la Corte ricorda che il rimedio tutela la lesione di una posizione di diritto soggettivo con pregiudizio concreto e attuale
Regime speciale di detenzione il cui carattere restrittivo giustifica specifiche limitazioni organizzative; la Corte sottolinea che le particolari esigenze del regime non escludono, ma orientano la valutazione delle misure organizzative
Consente il reclamo avverso atti dell'Amministrazione che ledano diritti del detenuto; la Corte rimarca il requisito del pregiudizio grave e attuale per l'ammissibilità del rimedio
art. 2, 3, 9, 16 Ord. pen. e art. 13 reg. esec. Ord. pen.
Riferiti dal Ministero per sostenere la possibilità di limiti e regolamentazioni amministrative nell'interesse della sicurezza e dell'organizzazione; la Corte valorizza la discrezionalità organizzativa dell'Amministrazione
Giurisprudenza citata: Sez. 1, n. 54117 del 14/06/2017 (Costa)
Richiamata per il principio che il reclamo giurisdizionale tutela posizioni di diritto soggettivo anche se non espressamente codificate, purché sussista un pregiudizio concreto e attuale
Massime di principio
- Il reclamo giurisdizionale del detenuto è ricevibile quando sussista un pregiudizio concreto e attuale a una posizione di diritto soggettivo; mere divergenze sulle modalità organizzative non sono di per sé sufficienti.
- I giudici devono valutare se le misure alternative offerte dall'Amministrazione (es. sostituzione di mattonelle refrigeranti, rotazione, maggior numero di tavolette) siano effettivamente idonee a evitare il pregiudizio: se tali misure sono realisticamente attuabili e garantiscono la conservazione degli alimenti, la tutela giurisdizionale non deve imporre soluzioni organizzative specifiche.
- Spetta all'Amministrazione penitenziaria determinare le modalità operative che garantiscano il diritto alla sana alimentazione compatibilmente con esigenze di ordine organizzativo e di sicurezza, salvo prova del contrario da parte del detenuto.
- La giurisprudenza di merito contrastante su singoli aspetti organizzativi non impedisce alla Corte di Cassazione di annullare decisioni che incidono ingiustificatamente su scelte amministrative quando non emerga un pregiudizio grave e attuale alla salute o ad un diritto essenziale.
- Se un detenuto dimostra il concreto rischio sanitario o l'impossibilità pratica di conservare i cibi con gli strumenti forniti, il giudice può intervenire; viceversa l'intervento giudiziale non può imporre all'Amministrazione specifiche soluzioni logistiche senza valutare l'onere organizzativo e le alternative praticabili.
- In caso di impugnazione in Cassazione, il giudice può annullare senza rinvio quando non sono necessarie ulteriori valutazioni di merito e la violazione riguarda profili di diritto riconoscibili direttamente nel ricorso.
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