Cassazione Civile, Ordinanza n. 22598/2024 del 09/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (lavoratore)
La controversia
La controversia nasce dal diniego, in appello, del beneficio previdenziale previsto per l'esposizione qualificata ad amianto ultradecennale. La Corte d'appello aveva ritenuto prescritto il diritto, individuando il dies a quo della prescrizione nella data del pensionamento della lavoratrice (1 giugno 2002) e osservando che la domanda amministrativa all'INPS era stata presentata solo il 3 febbraio 2017, oltre il termine decennale. La ricorrente ha impugnato la decisione con cinque motivi: (1) motivazione mancante o apparente e violazione delle norme processuali per avere fissato il termine iniziale della prescrizione nel pensionamento; (2) omessa motivazione su un fatto decisivo, ossia la dedotta acquisizione di consapevolezza dell'esposizione solo con il deposito di una consulenza tecnica ambientale; (3) violazione dell'art. 2934 c.c. per avere ritenuto prescrittibile il diritto alla rivalutazione contributiva anche per soggetti già pensionati; (4) violazione degli artt. 2727 e 2729 c.c. per avere desunto senza prova né indizi la consapevolezza dell'esposizione al momento del collocamento in quiescenza; (5) violazione dell'art. 2935 c.c., sostenendo che la prescrizione decorra dal momento in cui il diritto può essere fatto valere, cioè dalla raggiunta consapevolezza dell'esposizione, non dal pensionamento.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, richiamando un orientamento già consolidato in materia. Ha ritenuto erronea la decisione della Corte d'appello, perché aveva fatto coincidere automaticamente il dies a quo della prescrizione con la data di pensionamento, senza accertare quando la lavoratrice avesse avuto, o potesse avere, consapevolezza dell'avvenuta esposizione all'amianto oltre soglia. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'appello di Potenza, in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
beneficio di cui all’art. 13 della legge n. 257 del 1992
Il beneficio per esposizione all'amianto ha autonomia rispetto al diritto a pensione e presuppone l'esposizione qualificata ultradecennale.
La Corte richiama il motivo di ricorso per censurare l'affermazione della prescrittibilità del diritto alla rivalutazione contributiva; il tema è trattato in relazione alla decorrenza della prescrizione del diritto autonomo.
La prescrizione decorre dal momento in cui il diritto può essere fatto valere, coincidente con la conoscenza o conoscibilità dell'esposizione oltre soglia all'amianto, non automaticamente dal pensionamento.
La Corte territoriale non poteva desumere la consapevolezza dell'esposizione al momento del pensionamento senza adeguati indizi o prova.
La Corte territoriale ha fatto ricorso a un'inferenza presuntiva priva di necessario supporto probatorio circa la consapevolezza dell'esposizione.
Il motivo di ricorso lamentava motivazione mancante o apparente; la Corte di cassazione ha accolto il ricorso per violazione dei principi sulla decorrenza della prescrizione, non soffermandosi autonomamente sul vizio motivazionale.
La motivazione della decisione richiama precedenti conformi ai sensi di tale norma.
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
È il parametro processuale dedotto per le censure di violazione di legge sostanziale.
art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.
È il parametro processuale dedotto per il vizio di motivazione apparente o mancante.
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
È il parametro processuale dedotto per l'omesso esame di un fatto decisivo discusso tra le parti.
art. 111 Cost.
Richiamato nel secondo motivo in tema di motivazione della sentenza.
Massime di principio
- Il diritto alla rivalutazione contributiva per esposizione all'amianto è un diritto autonomo rispetto al diritto a pensione; pertanto, la decorrenza della prescrizione non coincide automaticamente con il pensionamento.
- Ai fini della prescrizione del diritto ai benefici amianto, il dies a quo va individuato nel momento in cui l'interessato abbia avuto conoscenza, o potesse avere conoscenza, dell'esposizione oltre soglia all'amianto durante le lavorazioni.
- Il giudice di merito non può presumere la consapevolezza dell'esposizione al solo fatto del collocamento in quiescenza: occorre un accertamento in fatto specifico, sorretto da elementi probatori o indiziari adeguati.
- La domanda amministrativa e l'azione giudiziaria per il riconoscimento dei benefici contributivi presuppongono la maturazione del diritto autonomo, la cui esigibilità dipende dalla consapevolezza dell'esposizione.
- In caso di erronea individuazione del dies a quo della prescrizione, la sentenza va cassata con rinvio affinché il giudice di merito accerti in concreto il momento di acquisizione della consapevolezza dell'esposizione.
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