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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33086/2022 del 07/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per rapina aggravata (gioielleria Cataldi, Fiuggi, 11/09/2021). Denuncia manifesta illogicità e carenza di motivazione: il Tribunale avrebbe dato valore a elementi indiziari deboli o generici (dati antropomorfici comuni, rinvenimento di quattro ricetrasmittenti e di una pistola a salve senza collegamento certo con la rapina, spese di modesto importo da parte di congiunti) e non avrebbe considerato adeguatamente le investigazioni difensive e conversazioni intercettate che, secondo il ricorrente, contraddicono o rendono oscuro il quadro probatorio (interpretazione di intercettazioni del 04/11/2021 e altre conversazioni che mettono in dubbio la data/ modalità di consegna di denaro e le ragioni della irreperibilità del Tomasello). Contesta altresì l'assenza di spiegazioni logiche su divergenze emerse nelle conversazioni (es. pretese di quote del bottino incongrue rispetto alla ricostruzione).

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato carenze, contraddizioni e manifesta illogicità nella motivazione del Tribunale, ritenendo che gli elementi valorizzati non consentono di ricollegare con certezza il Tomasello alla rapina contestata (alcuni indizi sono generici o compatibili con altri illeciti; intercettazioni presentano aspetti non chiariti o contraddittori). Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Roma, ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p., perché proceda a nuova valutazione degli elementi indiziari tenendo conto dei rilievi motivazionali svolti. Ha inoltre disposto gli adempimenti di cancelleria previsti dall'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il riesame delle misure cautelari; qui richiamata come fondamento dell'impugnazione e della competenza del Tribunale a valutare la sussistenza dei "gravi indizi di colpevolezza" e la necessità della misura.

  • art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    Comma che autorizza la Corte ad annullare l'ordinanza di conferma e a rinviare per nuovo giudizio al Tribunale competente, come qui disposto per la nuova valutazione degli elementi indiziari.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale sugli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione; richiamata per gli obblighi formali conseguenti all'annullamento e al rinvio.

Massime di principio

  • In materia di misure cautelari personali il giudice di riesame/dei gradi superiori valuta rigorosamente la coerenza e la pregnanza degli indizi: elementi generici o di comune riscontro non bastano a fondare la custodia cautelare.
  • Le prove indirette (intercettazioni, ritrovamenti di oggetti) devono essere interpretate in modo logico e non contraddittorio; contraddizioni o spiegazioni alternative plausibili possono indebolire il quadro indiziario.
  • Il giudice deve esplicitare perché ritiene privi di rilevanza gli elementi prodotti dalla difesa: la mancata considerazione delle investigazioni difensive può comportare l'annullamento per carenza motivazionale.
  • Il semplice rinvenimento di oggetti potenzialmente riconducibili al fatto (es. ricetrasmittenti, pistola a salve) necessita di un nesso fattuale chiaro con il reato contestato; altrimenti la rilevanza rimane marginale.
  • Discordanze interne alle conversazioni intercettate (es. sul valore del bottino, sui tempi di consegna) riducono la credibilità delle inferenze accusatorie se non adeguatamente spiegate.
  • Se la motivazione è manifestamente illogica o contraddittoria rispetto alle prove, la Corte può annullare l'ordinanza e rinviare per una nuova valutazione, non già per riformare direttamente la decisione di merito.

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