Cassazione Penale, Sentenza n. 34800/2023 del 09/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso riguarda la restituzione degli atti disposta dal GIP dopo che il Pubblico Ministero aveva chiesto l'archiviazione per i reati di cui agli artt. 110 e 640 c.p. Il GIP, con ordinanza ex art. 22 c.p.p., aveva dichiarato la propria incompetenza territoriale e restituito gli atti. Il PM, ritenendo erronea la declaratoria di incompetenza e sostenendo che la competenza fosse del Tribunale di Pordenone ai sensi dell'art. 9, comma 3 c.p.p. perché il luogo del reato era sconosciuto, ha reiterato la richiesta di archiviazione. Il GIP ha nuovamente restituito gli atti ribadendo la precedente ordinanza. Il Procuratore ha impugnato tale restituzione sostenendo che il provvedimento fosse abnorme e che il giudice non avesse adottato la necessaria decisione in camera di consiglio ai sensi dell'art. 409 c.p.p., determinando una indebita regressione e una situazione procedimentale insuperabile e senza indicazione del PM cui trasmettere gli atti.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto non abnorme il provvedimento del GIP: dopo aver correttamente emesso ordinanza ex art. 22 c.p.p. e restituito gli atti, il giudice ha legittimamente ribadito la propria decisione di incompetenza dinanzi alla mera reiterazione della stessa istanza di archiviazione priva di nuovi elementi. Non sussiste difetto di potere né stasi del procedimento, e non era obbligatoria la fissazione di una nuova udienza ex art. 409 c.p.p. di fronte a una richiesta che contestava soltanto il contenuto della precedente ordinanza.
Norme richiamate
Il provvedimento ex art. 22 (declaratoria di incompetenza territoriale e restituzione degli atti) è stato ritenuto correttamente adottato dal GIP e il suo richiamo nella successiva restituzione è legittimo quando la richiesta del PM non apporta nuovi elementi.
La fissazione della camera di consiglio prevista dall'art. 409 non è obbligatoria ogni volta che il PM reiteri una richiesta già decisa; se la reiterazione non contiene novità significative il GIP può richiamare la precedente motivazione senza riaprire la camera di consiglio.
art. 9, comma 3, cod. proc. pen.
La questione della competenza territoriale fondata sul luogo di consumazione sconosciuto (richiamata dal PM) non è sufficiente, per sola contestazione, a decretare l'illegittimità del provvedimento di restituzione se il GIP ha già motivato la declaratoria di incompetenza.
art. 111 Cost.
Il principio della ragionevole durata del processo è richiamato a tutela contro atti che determinino stasi o regressione indebità del procedimento; la Corte ha ritenuto invece che non si è verificata una tale situazione nel caso esaminato.
Sez. U, n. 25957 del 26/03/2009 (Toni, Rv. 243590)
La giurisprudenza citata definisce l'abnormità dell'atto nei profili strutturale e funzionale; la Corte ha applicato tale criterio rilevando l'assenza di anomalie genetiche o funzionali tali da fuoriuscire dallo schema normativo.
Massime di principio
- La mera reiterazione da parte del PM di una richiesta già decisa non obbliga il GIP a riaprire la camera di consiglio ex art. 409 c.p.p.; il giudice può legittimamente richiamare la precedente motivazione e restituire gli atti.
- Un provvedimento di restituzione degli atti adottato ai sensi dell'art. 22 c.p.p. non è di per sé abnorme se rientra nelle attribuzioni del giudice e non provoca stasi o regressione insanabile del procedimento.
- Per impugnare efficacemente una declaratoria di incompetenza il PM deve presentare elementi nuovi o evidenziare un vizio strutturale del provvedimento; il semplice dissenso sul merito non è sufficiente.
- La nozione di abnormità richiede anomalie radicali, sia sul piano strutturale (atto estraneo al sistema processuale) sia su quello funzionale (atto che blocca irrimediabilmente il procedimento); l'illegittimità formale o la discrepanza interpretativa non bastano.
- Nelle contestazioni relative alla competenza territoriale è utile che il PM espliciti chiaramente il fondamento fattuale e giuridico della competenza alternativa (es. luogo del reato ignoto) per giustificare una rinnovata valutazione del giudice.
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