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Sentenza

Sentenza n. 8636/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento del silenzio inadempimento dell’Ambasciata d’Italia a Islamabad sull’istanza di attivazione del procedimento volto al rilascio di un visto di ingresso per lavoro subordinato;

Giustizia amministrativa202602006

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio inadempimento dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione diplomatico-consolare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto, ai sensi dell'art. 117 c.p.a., un'azione avverso il silenzio formatosi sull'istanza diretta ad attivare il procedimento per il rilascio di un visto di ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato, chiedendo una pronuncia che imponesse all'amministrazione di procedere. Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, determinando l'attivazione del procedimento.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. L'attivazione del procedimento da parte della sede diplomatica ha fatto venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che condannasse l'amministrazione a procedere. Le spese sono state integralmente compensate, in ragione dell'enorme numero di richieste di visto gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell'iter previsto dalla legge; è stata fatta salva la refusione del contributo unificato, se effettivamente versato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione, esercitata per ottenere l'attivazione del procedimento amministrativo.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente la declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; nel caso concreto, l'interesse è venuto meno perché l'amministrazione ha attivato il procedimento richiesto.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, l'attivazione del procedimento amministrativo da parte dell'amministrazione dopo la proposizione del ricorso fa venir meno l'interesse alla pronuncia che imponga alla stessa amministrazione di procedere e determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto integra, in presenza delle circostanze accertate dal giudice, l'attivazione del procedimento amministrativo richiesto e rende improcedibile l'azione contro il silenzio, senza implicare necessariamente la definizione favorevole del procedimento nel merito.
  • La complessità dell'iter legale e il rilevante carico di richieste gravante su una sede diplomatica possono costituire giusti motivi per compensare integralmente le spese di lite, ferma la refusione del contributo unificato se effettivamente versato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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