Cassazione Penale, Sentenza n. 3723/2024 del 29/01/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato le istanze congiunte di concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale e della detenzione domiciliare per la frazione detentiva residua di dieci mesi e ventisei giorni. La censura principale contestava il vizio di motivazione del provvedimento, sostenendo che il Tribunale non aveva valutato correttamente la personalità e il percorso rieducativo del condannato e aveva deciso in assenza della relazione dell'UEPE competente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza avesse motivato correttamente il giudizio prognostico negativo, valorizzando l'elevato numero di precedenti penali del ricorrente, la segnalazione per nuovi reati nel 2020 e nel 2023 (artt. 650 e 337 c.p.) e la partecipazione a più ampia attività criminale (misura cautelare per detenzione e spaccio collegata a clan mafioso). La mancanza della relazione UEPE non è stata ritenuta, di per sé, idonea a compromettere il giudizio prognostico. Conseguentemente il ricorso è rigettato e il ricorrente è condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
menzionato nella sentenza come reato per il quale il ricorrente è stato segnalato nel 2020 e nel 2023
Usato come elemento di fatto a carico del ricorrente per dimostrare comportamenti recidivi successivi alla condanna, rilevanti ai fini del giudizio prognostico sulla concessione dei benefici penitenziari
menzionato nella sentenza come reato per il quale il ricorrente è stato segnalato nel 2020 e nel 2023
Analogamente, rappresenta comportamento negativo successivo alla condanna utile a motivare il diniego dell'istituto alternativo
UEPE - Ufficio esecuzione penale esterna
assenza della relazione dell'UEPE di Catania contestata dal ricorrente
La Corte conferma che la relazione UEPE costituisce un parametro apprezzabile ma non indispensabile e non rende, se mancante, il provvedimento invalido; il giudizio prognostico può fondarsi su altri elementi valutabili
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. 1, n. 31420 del 05/05/2015 (Incarbone); Sez. 1, n. 10586 del 08/02/2019 (Catalano); Sez. 1, n. 33287 del 11/06/2013 (Pantaleo); Sez. 1, n. 26789 del 18/06/2009 (Gennari); Sez. 1, n. 5076 del 21/09/1999 (Jankovic)
Richiamati i principi consolidati secondo cui per la concessione di misure alternative è imprescindibile la valutazione della condotta successiva alla condanna e la presenza di elementi positivi che consentano un giudizio prognostico favorevole; la valutazione deve considerare comportamenti antecedenti e successivi e la revisione critica del reo
Massime di principio
- Per ottenere affidamento in prova o detenzione domiciliare è determinante un giudizio prognostico favorevole basato su valutazione complessiva dei comportamenti antecedenti e soprattutto successivi alla condanna
- Un elevato numero di precedenti e segnalazioni per reati commessi dopo la condanna costituiscono forti elementi negativi che possono giustificare il diniego dei benefici
- L'assenza della relazione UEPE non invalida di per sé il provvedimento: la relazione è un elemento utile ma non indispensabile se sussistono altri elementi probatori che consentono una valutazione prognostica
- Chi impugna un provvedimento di diniego deve individuare e censurare specifici profili di motivazione: censure generiche sulla valutazione prognostica sono meno efficaci davanti alla Corte di Cassazione
- La giurisprudenza di legittimità richiede che il giudice di sorveglianza espliciti un giudizio motivato e congruo; se ciò è fatto e si fonda su risultati processuali e informazioni acquisite, la decisione è difficilmente sovvertibile in Cassazione
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