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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20351/2023 del 12/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per il reato di illegale detenzione e porto in luogo pubblico di un fucile, per fatti del 7/12/2021 (danno all'autovettura di Benedetto Ventroni). Il difensore ha dedotto violazione di legge e carenza motivazionale per non aver valutato due perizie depositate relative alla mancata imputabilità del ricorrente (presunta infermità totale di mente) e la compatibilità delle condizioni di salute con la detenzione carceraria

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per tardività: la notifica del provvedimento era stata effettuata il 14/11/2022 e il ricorso è pervenuto in cancelleria il 9/12/2022, oltre il termine di dieci giorni previsto dall'art. 311 c.p.p. La Corte ha quindi rifiutato di entrare nel merito delle censure relative alle perizie e all'imputabilità. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende; la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 311 cod. proc. pen.

    Stabilisce il termine per proporre il ricorso contro le decisioni del tribunale del riesame (dieci giorni dalla notificazione) e l'obbligo di presentazione presso la cancelleria che ha emesso il provvedimento; la data rilevante è quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente

  • art. 582, comma 2 cod. proc. pen.

    Richiamato per spiegare che sulla cancelleria non incombe l'obbligo di trasmissione degli atti al giudice competente e che quindi il rischio della tempestività grava sul ricorrente se l'atto è presentato ad ufficio diverso

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma applicata per gli adempimenti relativi al versamento in favore della Cassa delle ammende a carico del ricorrente in caso di inammissibilità

  • Sez. U., n. 1626 del 24/09/2020 (Rv. 280167)

    Giurisprudenza interpretativa che chiarisce che il ricorso deve essere presentato esclusivamente presso la cancelleria del giudice che ha emesso la decisione e che la data di presentazione rilevante è quella di pervenimento all'ufficio competente (non quella di un ufficio diverso)

Massime di principio

  • I termini processuali vanno rispettati con rigore: un ricorso presentato oltre il termine di legge (art. 311 c.p.p.) è dichiarato inammissibile senza esame del merito.
  • La presentazione deve avvenire presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento; depositarlo presso un ufficio diverso può comportare la perdita del termine utile.
  • Questioni nuove sopravvenute (es. incompatibilità sanitaria con la detenzione) devono essere sollevate tempestivamente e, se rilevanti, annotate e depositate fin dall'udienza di convalida o al più presto al giudice competente, altrimenti possono essere ritenute tardive e non valutabili in sede di riesame o impugnazione.
  • Anche profili gravi come la possibile mancanza di imputabilità per infermità mentale rischiano di non essere esaminati se l'impugnazione è inammissibile per motivi formali; perciò è fondamentale curare la tempestività procedurale oltre che la produzione probatoria.
  • In presenza di urgenze medico-penitenziarie, valutare misure alternative immediate (istanze al GIP, ricorso per motivi urgenti, richieste di provvedimenti cautelari sostitutivi) e produrre perizie cliniche tempestive per fissare la rilevanza della condizione di salute.

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