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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9096/2023 del 03/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 13.7.2022 della Corte di Appello di Catanzaro con la quale era stata dichiarata l'inammissibilità della sua istanza di ricusazione del Collegio che lo giudicava. Lamentava che i motivi effettivi della ricusazione fossero diversi da quelli indicati nell'ordinanza impugnata e si riservava di depositare documentazione a supporto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato, dopo l'entrata in vigore della legge 23 giugno 2017, n. 103 che ha modificato l'art. 613, comma 1, c.p.p., imponendo che l'atto di ricorso e le memorie siano sottoscritti da difensori iscritti nell'albo speciale della Corte di Cassazione. È stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Legge 23 giugno 2017, n. 103 (modifica art. 613 c.p.p.)

    la legge 23 giugno 2017, n. 103 ha modificato l'art. 613, comma 1 cod. proc. pen., stabilendo che tanto l'atto di ricorso quanto le memorie e i motivi nuovi debbono essere sottoscritti, a pena d'inammissibilità, da difensori iscritti nell'albo speciale della Corte di Cassazione

    La norma è stata interpretata nel senso che ha eliminato la possibilità di proporre personalmente ricorso per cassazione; ogni ricorso proposto dopo il 3 agosto 2017 richiede firma di un difensore iscritto all'albo speciale.

  • Art. 41, primo comma, cod. proc. pen.

    trasmissione ai sensi dell'art. 41 primo comma cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina la trasmissione degli atti a questa Corte; qui ha giustificato il trasferimento del ricorso alla Corte di Cassazione.

  • Art. 616 cod. proc. pen.

    a norma dell'art. 616 cod. proc. pen., l'onere delle spese del procedimento, nonché quello del versamento di una somma, in favore della Cassa delle Ammende

    Prevede le conseguenze economiche in caso di inammissibilità del ricorso, salvo che non risulti che la parte non abbia colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. U, n. 8914 del 21/12/2017, dep. 2018, Aiello)

    la regola ... si applica indistintamente a tutti i ricorsi proposti successivamente all'entrata in vigore della novella, ovverosia al 3 agosto 2017

    Conferma che il requisito della firma del difensore dell'albo speciale è applicabile a tutti i ricorsi proposti dopo la data di entrata in vigore della legge

Massime di principio

  • Dopo il 3 agosto 2017 non è possibile proporre ricorso per cassazione personalmente: il ricorso e le memorie devono essere sottoscritti da un difensore iscritto all'albo speciale della Corte di Cassazione.
  • Se un ricorso viene depositato senza la firma di un difensore dell'albo speciale, la Corte dichiara l'inammissibilità e può condannare il ricorrente al pagamento delle spese e a una somma alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., salvo provi che l'assenza di firma non sia imputabile a sua colpa.
  • Nelle impugnazioni contro ordinanze che dichiarano inammissibile una istanza (es. ricusazione), è fondamentale che la parte curi la tempestiva assistenza tecnica specializzata già in sede di deposito per evitare l'inammissibilità formale.
  • Se si ritiene che l'inammissibilità sia dipendente da un errore non colposo o da circostanze eccezionali, è necessario fornire elementi probatori nella fase iniziale per evitare le sanzioni economiche; l'onere della prova ricade sul ricorrente.
  • Per questioni di competenza procedurale (es. trasmissione degli atti ai sensi dell'art. 41 c.p.p.) è opportuno indicare chiaramente il percorso processuale e rivolgersi a un difensore cassazionista per valutare eventuali rimedi o osservazioni sul corretto inquadramento formale.

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