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Ordinanza

Ordinanza n. 1379/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202602248

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Veneto che ha annullato, nei limiti indicati, gli atti della procedura di assegnazione della concessione demaniale marittima e imposto alla commissione la rinnovazione della valutazione dell’esperienza pregressa dei soci di Code Beach S.r.l.

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione concedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Bi.Tour S.r.l. ha appellato la sentenza del TAR Veneto e ha chiesto la sospensione cautelare della sua efficacia. La controversia riguarda la procedura selettiva per l’assegnazione in concessione demaniale marittima del compendio U) “Chiosco Blu” in Bibione. Il TAR aveva accolto, nei limiti esposti in sentenza, il secondo motivo proposto da Code Beach S.r.l., terza classificata, ritenendo illegittima la valutazione del criterio B della Tabella 1 del Regolamento comunale, relativo all’offerta quanto a know-how ed esperienza tecnica, con particolare riferimento alla durata e al contenuto dell’esperienza maturata e alla valorizzazione del bene. Secondo Bi.Tour, il TAR avrebbe errato nel ritenere valutabile anche l’esperienza pregressa dei singoli soci di Code Beach. L’appellante ha inoltre rappresentato di avere autonomamente impugnato la nuova aggiudicazione della concessione a favore di Code Beach, intervenuta dopo la rivalutazione del criterio da parte della commissione in esecuzione della sentenza di primo grado.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare di sospensione dell’efficacia della sentenza appellata. Quanto al fumus boni iuris, ha rilevato, nei limiti della cognizione sommaria cautelare, che i motivi d’appello non apparivano prima facie idonei a sovvertire la statuizione del TAR. In particolare, la mera iscrizione nel registro delle imprese non è stata ritenuta equiparabile all’effettiva esperienza nella gestione di compendi demaniali analoghi, mentre la ratio del criterio, consistente nel più proficuo utilizzo del demanio marittimo, può essere desunta anche dalle esperienze individuali dei soci della società offerente. La carenza di fumus relativa al primo motivo, concernente la valutabilità dell’esperienza dei soci e la conseguente rinnovazione della valutazione da parte della commissione, è stata ritenuta assorbente rispetto alla prognosi cautelare sulle ulteriori censure. Quanto al periculum in mora, il pregiudizio prospettato da Bi.Tour, consistente nello sgombero dell’area e nel mancato esercizio della concessione, è stato qualificato come meramente economico e reintegrabile per equivalente in caso di accoglimento dell’appello; non è stato invece ravvisato un danno per l’interesse pubblico, poiché la nuova aggiudicataria si era dichiarata pronta ad avviare immediatamente la gestione concessoria. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della complessità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base normativa della domanda cautelare di sospensione dell’efficacia della sentenza appellata.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la sospensione dell’efficacia della sentenza presuppone una prognosi favorevole, sia pure sommaria, sulla capacità dei motivi d’appello di sovvertire la decisione impugnata; la carenza di fumus su una censura avente portata assorbente può rendere superfluo l’esame cautelare delle ulteriori doglianze.
  • Nella valutazione comparativa delle offerte per una concessione demaniale marittima, l’esperienza rilevante ai fini del criterio relativo al know-how e all’esperienza tecnica dell’operatore economico può comprendere, se coerente con la lex specialis e con la finalità del criterio, l’esperienza comprovata dei singoli soci della società concorrente.
  • La mera iscrizione di un’impresa nel registro delle imprese non equivale, di per sé, alla prova di un’effettiva esperienza nella gestione di compendi demaniali analoghi; tale esperienza deve risultare da elementi concreti riferiti all’attività effettivamente svolta.
  • Ai fini della tutela cautelare, il pregiudizio derivante dal mancato esercizio di una concessione, quando abbia natura esclusivamente economica e sia reintegrabile per equivalente in caso di vittoria nel merito, non presenta normalmente carattere esiziale idoneo a prevalere sull’interesse alla prosecuzione dell’affidamento rinnovato in esecuzione della sentenza di primo grado.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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