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Cassazione Penale, Ordinanza n. 25047/2025 del 08/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (null)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna di primo grado per tentato furto aggravato. I motivi erano due: con il primo denunciava violazione di legge per il mancato avviso alle parti della possibilità di sostituire la pena detentiva ai sensi dell'art. 545-bis c.p.p.; con il secondo deduceva violazione di legge e difetto di motivazione per l'omesso riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo che la Corte territoriale non avrebbe valutato anche la condotta successiva al fatto, alla luce della riforma Cartabia.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo perché l'art. 545-bis c.p.p. non prevede un obbligo di avviso alle parti, ma attribuisce al giudice un potere discrezionale di applicare la sostituzione della pena nei limiti di legge e secondo i criteri dell'art. 133 c.p. Ha ritenuto manifestamente infondato anche il secondo motivo perché la condotta successiva al reato non è di per sé sufficiente a fondare la particolare tenuità del fatto, potendo essere considerata solo come ulteriore elemento nel giudizio complessivo sull'offesa. L'imputato è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 545-bis c.p.p.

    non introduce alcun onere di avviso

    la disposizione non impone al giudice di avvisare le parti della possibilità di sostituire la pena detentiva, ma gli attribuisce un potere discrezionale di applicazione nei limiti di legge.

  • art. 58 l. 689/1981

    richiamato come parametro per l'applicazione della sostituzione della pena, nei limiti fissati dalla legge.

  • art. 133 c.p.

    indicato come criterio di valutazione da applicare nella scelta sulla sostituzione della pena e, più in generale, nel giudizio sull'entità dell'offesa.

  • art. 131-bis c.p.

    causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto

    la condotta successiva al reato non basta da sola a integrare la particolare tenuità, ma può essere valorizzata solo insieme agli altri criteri di cui all'art. 133, comma 1, c.p.

  • art. 129 c.p.p.

    la causa di particolare tenuità del fatto, in quanto assimilata alle cause di proscioglimento, può essere ricondotta nell'alveo della previsione sull'immediata rilevabilità delle cause di proscioglimento.

  • art. 133, comma 1, c.p.

    la valutazione della particolare tenuità del fatto deve essere complessiva e tener conto di tutti i criteri ivi indicati, non solo della condotta successiva al reato.

Massime di principio

  • L'art. 545-bis c.p.p. non prevede un obbligo di previo avviso alle parti circa la sostituibilità della pena detentiva, trattandosi di un potere rimesso alla valutazione del giudice.
  • Il riconoscimento della sostituzione della pena richiede la verifica dei presupposti legali e la considerazione dei criteri di cui all'art. 133 c.p., senza che il mancato avviso integri di per sé violazione di legge.
  • La condotta dell'imputato successiva alla commissione del reato non può, da sola, fondare il giudizio di particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; essa può essere apprezzata solo come elemento concorrente nel giudizio complessivo sull'offesa.
  • Nel ricorso per cassazione, la censura sul mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto è infondata se pretende di attribuire rilievo esclusivo a un solo indice valutativo, senza confrontarsi con la valutazione globale richiesta dalla legge.
  • Quando i motivi di ricorso sono manifestamente infondati, il ricorso è dichiarato inammissibile con conseguente condanna alle spese processuali e al pagamento della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilitàPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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