Cassazione Civile, Ordinanza n. 02068/2023 del 24/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (correntista)
La controversia
La parte correntista aveva aperto un conto corrente bancario e sosteneva che l'istituto avesse applicato scoperti di conto con interessi passivi elevati, anatocismo trimestrale, commissioni di massimo scoperto, rinvio agli usi di piazza per il calcolo degli interessi e spese trimestrali di chiusura, pur in assenza di un contratto di apertura di credito e di una valida pattuizione scritta del tasso debitorio. In primo grado aveva chiesto la nullità del conto corrente e, subordinatamente, delle clausole economiche non sottoscritte, oltre alla rideterminazione del saldo con restituzione delle somme indebitamente percepite. Il tribunale aveva accolto solo in parte la domanda e la corte d'appello aveva rigettato l'impugnazione. In cassazione la ricorrente ha dedotto: 1) nullità della sentenza d'appello per motivazione mancante o apparente, perché il testo depositato sarebbe risultato incompleto di alcune pagine; 2) violazione delle norme sulla motivazione per la sua asserita apparenza; 3) omesso esame di un fatto decisivo, sostenendo che la corte territoriale avrebbe mutato la domanda da nullità del conto corrente a nullità di un contratto di prestito personale; 4) violazione delle norme sulla forma scritta dei contratti bancari per assenza di forma scritta nei contratti impugnati.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo, concernente l'incompletezza materiale della sentenza d'appello e la conseguente assenza grafica o apparenza della motivazione. Ha affermato che dal testo depositato non era possibile ricostruire né lo svolgimento della vicenda processuale né la risposta della corte territoriale ai motivi di gravame, con conseguente nullità della sentenza per motivazione meramente apparente. Il primo motivo ha determinato l'assorbimento degli altri tre. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di appello di Roma in diversa composizione, che dovrà riesaminare la causa e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
è il parametro utilizzato per denunciare la nullità della sentenza per motivazione mancante o apparente
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
richiamato per dedurre violazioni di legge concernenti la motivazione e la disciplina dei contratti bancari
art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.
invocato per lamentare omesso esame di un fatto decisivo
art. 111, comma 7, Cost.
richiamato quale parametro costituzionale della motivazione dei provvedimenti giurisdizionali
richiamato per il requisito della motivazione della sentenza
art. 6 CEDU
richiamato come parametro sovranazionale del giusto processo e della motivazione
art. 47 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea
richiamato come parametro del diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale
richiamato nel quarto motivo in tema di forma scritta dei contratti bancari
richiamato nel quarto motivo in tema di forma scritta e trasparenza dei contratti bancari
Massime di principio
- La sentenza è nulla per motivazione solo apparente quando, pur esistendo materialmente un testo, questo non consente di comprendere il percorso argomentativo del giudice né la risposta alle censure delle parti.
- L'incompletezza materiale del testo della decisione, se impedisce di ricostruire la ratio decidendi, integra un vizio di nullità equiparabile alla mancanza grafica della motivazione.
- Quando il vizio di motivazione apparente è accolto in cassazione, gli ulteriori motivi di ricorso restano assorbiti.
- Ai fini del controllo di legittimità, non è sufficiente che la motivazione sia formalmente presente: deve essere intellegibile e idonea a far conoscere le ragioni della decisione senza ricorrere a congetture integrative dell'interprete.
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