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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33660/2026 del 16/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

L'imputato aveva chiesto alla Corte di appello di Brescia, quale giudice dell'esecuzione, il riconoscimento del medesimo disegno criminoso tra fatti oggetto di diverse decisioni irrevocabili. Le condotte comprendevano due episodi di bancarotta commessi tra il 2008 e il 2011 nell'ambito dell'amministrazione di fatto di due società, nonché reati concernenti la disciplina dell'immigrazione e reati fiscali commessi tra il 2010 e il 2014. La Corte di appello aveva respinto l'istanza, valorizzando l'eterogeneità dei beni giuridici tutelati e l'assenza di un filo conduttore idoneo a dimostrare una comune ideazione delle violazioni. Il ricorrente ha dedotto erronea applicazione della disciplina del reato continuato e vizio di motivazione, sostenendo la sostanziale continuità delle condotte: egli avrebbe agito quale amministratore di fatto di entrambe le società, eludendo obblighi documentali e fiscali e avvalendosi anche di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno. Ha inoltre dedotto che la diversità dei correi dipendeva dai differenti ruoli nelle società e che le operazioni distrattive relative a una delle società si erano concentrate tra il 2008 e il 2009, prima della dichiarazione di fallimento, in continuità con le condotte relative all'altra società. Secondo il ricorrente, tali elementi dimostravano un unico finalismo criminoso e non erano stati adeguatamente valutati.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha ribadito che il riconoscimento della continuazione richiede la verifica concreta di una programmazione e deliberazione iniziale, almeno nelle linee essenziali, di una pluralità di condotte dirette a un unico fine; non è sufficiente né la mera reiterazione criminosa né una generica tendenza a delinquere, ma non è neppure necessario che ogni reato sia stato dettagliatamente progettato in tutti i suoi aspetti. Gli indici rilevanti comprendono, tra gli altri, la distanza temporale, le modalità delle condotte, l'omogeneità dei beni tutelati, le causali, le condizioni di tempo e luogo, la sistematicità e le abitudini programmate di vita. La Corte ha ritenuto apparente la motivazione dell'ordinanza impugnata, poiché non aveva esaminato con sufficiente profondità i numerosi elementi di fatto prospettati nell'istanza e riproposti nel ricorso. Ha quindi annullato l'ordinanza con rinvio alla Corte di appello di Brescia per un nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 2, c.p.

    medesimo disegno criminoso

    La continuazione richiede che le diverse condotte siano riconducibili a una programmazione e deliberazione iniziale unitaria, almeno nelle linee essenziali, finalizzata al conseguimento di uno scopo prefissato e sufficientemente specifico.

Massime di principio

  • Il riconoscimento del reato continuato richiede l'accertamento di una rappresentazione unitaria, già al momento ideativo, di una pluralità di condotte criminose almeno nelle loro linee essenziali, tale da escludere che i singoli reati siano frutto di autonome e successive risoluzioni criminose.
  • La programmazione unitaria non deve comprendere la previsione dettagliata di tempi, modalità e occasioni di ciascun reato: è sufficiente una programmazione originaria anche di massima, purché i reati risultino previsti in linea generale come strumenti per il conseguimento di un unico fine sufficientemente specifico.
  • La mera reiterazione di reati, l'abitualità criminosa o una generica scelta di vita illecita non dimostrano da sole l'unità del disegno criminoso.
  • Ai fini della continuazione devono essere valutati concretamente, anche valorizzando soltanto alcuni purché significativi, elementi quali la distanza temporale, le modalità delle condotte, l'omogeneità dei beni giuridici, le causali, le condizioni di tempo e luogo, la sistematicità e le abitudini programmate di vita.
  • In sede esecutiva il giudice deve svolgere un'approfondita verifica degli indici della continuazione e motivare specificamente sulle circostanze di fatto dedotte dall'istante; una motivazione che si limiti a rilevare formalmente l'eterogeneità dei reati e dei beni tutelati è apparente quando ometta l'esame di elementi concretamente idonei a dimostrare la programmazione unitaria.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoBancarotta fraudolentaOmessa dichiarazioneFavoreggiamento immigrazione
RamiParte generaleEsecuzione penaleReati fallimentariReati tributariImmigrazione
SottomaterieBancarotta patrimoniale
IstitutiContinuazione

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