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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02973/2026 del 26/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. La decisione si fonda su due autonome ragioni: l'impugnazione era proposta contro un provvedimento non impugnabile e, in ogni caso, i motivi erano manifestamente infondati perché il provvedimento non presentava caratteri di abnormità.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

I ricorsi sono stati proposti avverso un'ordinanza emessa il 17/04/2025 dal GIP del Tribunale di Ferrara. Dal testo disponibile non emergono i fatti materiali sottostanti né i reati oggetto del procedimento; emerge soltanto che la Corte ha esaminato i motivi dei ricorsi e li ha ritenuti inammissibili, sia perché proposti contro un provvedimento non impugnabile, sia perché comunque manifestamente infondati, non ravvisandosi profili di abnormità del provvedimento impugnato.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e, quando ne ricorrano i presupposti, di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione proposto avverso un provvedimento non impugnabile.
  • La manifesta infondatezza del ricorso rende inammissibile l'impugnazione quando non siano ravvisabili vizi tali da integrare l'abnormità del provvedimento impugnato.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende prevista dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

Testo integrale

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