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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12172/2023 del 23/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso in cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Reggio Calabria che aveva confermato la responsabilità dell'imputato per rapina aggravata, porto e detenzione di pistola e porto ingiustificato di coltello commessi l'11 gennaio 2019. Il ricorrente deduceva violazione di legge, vizio di motivazione e travisamento della prova per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e per la determinazione della pena; contestava la valutazione della prova indiziaria (uso di un'autovettura intestata al padre, immagini di videosorveglianza, reperimento di capi di abbigliamento nell'abitazione, tabulati telefonici e la circostanza che i controlli erano avvenuti in giorni diversi), nonché l'omessa considerazione della giovane età e della non abitualità della condotta ai fini delle attenuanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i giudici di merito abbiano valutato il compendio probatorio secondo criteri logici e nel rispetto dell'art. 192 c.p.p., valorizzando una serie di elementi concordanti (immagini di videosorveglianza, utilizzo dell'autovettura intestata al padre, reperti di abbigliamento caratteristico, contatti telefonici tra imputati) idonei a fondare la responsabilità. La Corte ha inoltre osservato che la Corte d'appello è stata nel complesso benevola, avendo escluso la recidiva e riconosciuto le circostanze attenuanti generiche per la giovane età, ritenute equivalenti alle aggravanti; pertanto non emergono vizi procedurali tali da giustificare la cassazione. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • articolo 192 cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto che la valutazione della prova, anche indiziaria, sia stata effettuata secondo i criteri di logica e delle regole previste dall'art. 192 c.p.p., contestando la ricostruzione alternativa proposta dal ricorrente e confermando la congruenza e la concordanza degli indizi nel loro complesso

Massime di principio

  • La Suprema Corte non ammette ricorsi che si limitino a proporre una rivalutazione del materiale probatorio o una ricostruzione alternativa dei fatti senza indicare vizi giuridici rilevanti; le censure meramente di merito sono inammissibili.
  • La prova indiziaria è sufficiente se gli indizi, considerati nel loro complesso, sono concordanti, specifici e idonei a escludere ragionevoli dubbi: elementi come immagini di videosorveglianza, disponibilità di un veicolo collegabile all'imputato, reperti materiali caratteristici e tabulati telefonici che mostrano contatti tra indagati possono formare una catena indiziaria convincente.
  • Critiche agli accertamenti della polizia giudiziaria (es. errori nei tabulati) devono essere fondate e dimostrate nel merito; mere affermazioni di inaffidabilità non sono sufficienti a invertire la valutazione del giudice di merito.
  • La discrezionalità dei giudici di merito nel bilanciamento tra aggravanti e attenuanti (incluso il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e la valutazione della recidiva) è difficilmente sindacabile in cassazione, salvo errori di diritto o manifesta illogicità nella motivazione.
  • La giovane età e la non abitualità della condotta possono concorrere al riconoscimento di attenuanti generiche, ma non garantiscono automaticamente la prevalenza su aggravanti qualora il giudice ritenga, motivatamente, che l'insieme degli elementi osti alla prevalenza delle attenuanti.

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