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Cassazione Penale, Ordinanza n. 38942/2025 del 02/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Milano deducendo un unico motivo: il mancato accoglimento, da parte del giudice di merito, delle censure difensive sull'attendibilità del testimone Leonardo Merlo, con specifico riferimento alle modalità del riconoscimento. Secondo la difesa, la motivazione d'appello non avrebbe svolto un adeguato vaglio di credibilità dell'atto ricognitivo. La Corte di cassazione ha rilevato che la doglianza mirava in sostanza a ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio, riproponendo censure di merito già esaminate nei precedenti gradi.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la censura, formalmente diretta contro la motivazione sull'attendibilità del testimone e sul riconoscimento, sostanzialmente chiedesse una rivalutazione del fatto e della prova, attività preclusa al giudice di legittimità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ravvisando profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ove vi sia colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, anche al pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende.

  • Sez. 4, n. 36769 del 09/06/2004, Cricchi

    il giudice di legittimità, investito di un ricorso che proponga una diversa valutazione degli elementi di prova (cosiddetto travisamento del fatto), non può optare per la soluzione che ritiene più adeguata alla ricostruzione dei fatti, valutando l'attendibilità dei testi e le conclusioni dei periti e consulenti tecnici...

    È estranea al giudizio di legittimità la richiesta di una diversa valutazione della prova, salvo il controllo nei limiti della censura dedotta sull'esistenza del mezzo di prova e sul risultato probatorio, senza sconfinare in una nuova valutazione del merito.

  • Sezioni Unite, n. 41461 del 19/07/2012, Bell'Arte

    La valutazione della credibilità della persona offesa rappresenta una questione di fatto riservata al giudice di merito e non è rivalutabile in cassazione, salvo manifeste contraddizioni.

  • Sez. 5, n. 51604 del 19/09/2017, D'Ippedico

    Conferma che la credibilità della persona offesa è apprezzamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità, salvo vizi motivazionali manifesti.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione non è consentito sollecitare una nuova valutazione del compendio probatorio, perché ciò trasformerebbe il controllo di legittimità in un terzo grado di merito.
  • La censura che investe l'attendibilità di un testimone o della persona offesa è, di regola, una questione di fatto rimessa al giudice di merito e non è rivalutabile in cassazione, salvo che la motivazione presenti manifeste contraddizioni o specifici vizi rilevanti.
  • Quando il ricorso si limita a riproporre le medesime argomentazioni già formulate in appello, senza evidenziare un vero vizio di legittimità, esso è inammissibile.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e può determinare il pagamento di una somma alla cassa delle ammende se l'inammissibilità è ascrivibile a colpa del ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiOnere della provaNullità processuale

Testo integrale

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