Cassazione Penale, Ordinanza n. 29994/2026 del 06/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La sentenza riguarda un ricorso per cassazione proposto dall'imputato avverso la decisione della Corte d'appello di Napoli che aveva confermato la condanna per evasione. Il ricorrente deduceva un vizio di motivazione e illogicità della sentenza impugnata, sostenendo che la Corte territoriale avesse errato nel ritenere integrato il reato nonostante egli si trovasse oltre il portone d'ingresso dello stabile in cui abitava e avesse immediatamente fatto rientro nel proprio appartamento alla vista degli agenti. La censura mirava quindi a contestare sia l'elemento materiale del reato sia, indirettamente, l'elemento soggettivo. La Corte di cassazione ha però rilevato che il motivo era manifestamente infondato e, soprattutto, ripetitivo di doglianze già proposte in appello, senza un effettivo confronto con la motivazione della Corte territoriale.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello sulla sussistenza del reato di evasione, osservando che gli spazi condominiali non rientrano nel concetto di abitazione e che la condotta dell'imputato, consistita nel tentativo di raggiungere di corsa il proprio appartamento al quarto piano dopo avere visto gli agenti, era idonea a integrare anche il profilo soggettivo del reato. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto che la condotta descritta integri il reato di evasione; il motivo di ricorso che contestava la configurabilità del reato è stato giudicato manifestamente infondato e non confrontato con la motivazione di merito.
Massime di principio
- In tema di evasione, gli spazi condominiali non possono essere equiparati all'abitazione ai fini dell'esclusione del reato, quando il soggetto non si trovi ancora all'interno del domicilio rilevante.
- La verifica dell'elemento soggettivo del reato può desumersi anche dalla condotta tenuta immediatamente dopo l'intervento degli agenti, se essa è incompatibile con una volontà di spontaneo e leale rispetto della misura restrittiva.
- È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a riproporre le stesse censure già formulate in appello senza un reale confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata.
- Il vizio di motivazione non è deducibile in modo efficace se la censura non si confronta con le rationes decidendi specificamente poste a base della decisione di merito.
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