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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 394/2023 del 10/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La società ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva dichiarato inammissibile l'appello cautelare avverso il rigetto, da parte del GIP, dell'istanza di dissequestro o di concessione in uso del compendio immobiliare 'Salus' di Ostia, sequestrato in relazione a un reato urbanistico ascritto a Maria Antonietta Capozzucca (ex amministratrice). ABC BEACH ha dedotto che i beni erano nella sua titolarità e disponibilità, che la compagine e l'amministrazione attuali erano estranee al reato (avendo acquisito le quote in sede giudiziaria) e che non poteva ravvisarsi un concorso della persona giuridica; ha sostenuto inoltre l'assenza di ragioni cautelari che giustificassero la continuazione del sequestro rispetto a un soggetto terzo rispetto al reato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza, genericità e perché proposto per ragioni non consentite. Ha rilevato la preclusione per giudicato cautelare rispetto a questioni già valutate nel precedente giudizio di riesame, l'assenza di nuovi elementi e la rilevanza del principio per cui il sequestro preventivo impeditivo non finalizzato alla confisca si concentra sul nesso tra reato e cosa (non tra reato e autore), potendo riguardare anche beni di terzi in buona fede se la loro libera disponibilità può aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare ulteriori illeciti. ABC BEACH non ha allegato né dimostrato in sede cautelare che l'uso dei beni avrebbe escluso il periculum; inoltre la valutazione di merito sul mantenimento del sequestro non è sindacabile in Cassazione se non per nullità o mera apparenza della motivazione. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la società condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di Euro 3.000,00 a titolo di ammenda.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari ai casi di violazione di legge

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Stabilisce i motivi per i quali la Cassazione può esaminare la decisione; la contraddittorietà o l'illogicità della motivazione non è motivo di annullamento se non è assenza o mera apparenza della motivazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'onere di contribuzione alle spese e la possibilità di condanna al versamento a favore della cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso, salvo colpa della parte

  • Giurisprudenza di legittimità

    Sez. 3, n. 57595 del 25/10/2018 (Cervino); Sez. 5, n. 11287 del 22/01/2010 (Carlone); Sez. 2, n. 49188 del 09/09/2015 (Masone)

    Principio consolidato secondo cui il sequestro preventivo impeditivo (non finalizzato alla confisca) richiede il nesso tra reato e cosa; può investire anche beni di terzi in buona fede quando la loro disponibilità possa aggravare/protrarre le conseguenze del reato o agevolare ulteriori illeciti

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo impeditivo (non finalizzato alla confisca) si fonda sul nesso tra reato e cosa: può colpire anche beni di terzi in buona fede se la loro disponibilità è idonea ad aggravare o protrarre le conseguenze del reato o a favorire ulteriori illeciti.
  • Il terzo che chiede restituzione o concessione in uso di beni sottoposti a sequestro deve allegare e dimostrare, in sede di merito cautelare, che l'impiego dei beni escluderebbe il periculum e dunque le esigenze cautelari invocate per il sequestro.
  • La pronuncia favorevole in precedenti gradi (giudicato cautelare) preclude la riproposizione delle stesse questioni in assenza di elementi nuovi rilevanti.
  • Il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari è ammesso solo per violazione di legge; la Corte valuta la motivazione solo se inesistente o apparente, non per semplice contraddittorietà o illogicità.
  • La responsabilità penale del soggetto che ha commesso il reato e la responsabilità (o estraneità) della persona giuridica sono distinte: tuttavia, la possibilità di incidere sulla disponibilità dei beni rileva a prescindere dall'eventuale responsabilità soggettiva del terzo proprietario.

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